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Venezia, boato improvviso nell’edificio storico: il sopralluogo si trasforma in un incubo

Sembrava uno di quei controlli di routine, senza sorprese. Un giro tra stanze vuote, appunti, misurazioni, qualche parola scambiata a bassa voce in un luogo che porta addosso anni e anni di storia. Poi, all’improvviso, un boato secco. E quel silenzio sospeso che arriva solo quando capisci che qualcosa è andato davvero storto.

Siamo sull’isola di San Nicolò, a Venezia. Dentro l’ex caserma Pepe, mentre un gruppo di persone era lì per valutare lo stato dell’immobile, il sopralluogo si è trasformato in una scena da incubo: una parte della struttura ha ceduto di colpo, facendo precipitare tutto nel caos.

Il crollo durante il controllo: persone travolte dalle macerie

Il solaio del primo piano è collassato all’improvviso mentre erano in corso accertamenti preliminari. A restare coinvolti sono stati quattro operai, rimasti gravemente feriti dopo essere stati travolti dai detriti. Attimi interminabili, tra polvere, urla e la corsa a capire chi fosse rimasto sotto.

Nonostante la violenza dell’impatto e i traumi riportati, dalle prime informazioni arrivate sul posto i lavoratori, per quanto in condizioni serie, non sarebbero in pericolo di vita. Una notizia che alleggerisce appena un quadro comunque pesantissimo.

Scatta la macchina dei soccorsi

I soccorsi si sono attivati in pochi istanti. Sul posto sono arrivati vigili del fuoco, forze dell’ordine e sanitari del Suem, con un dispiegamento imponente coordinato dal comandante provinciale del 115. L’obiettivo era uno solo: raggiungere in fretta chi era finito tra le macerie.

Al momento del cedimento, nell’edificio erano presenti nove persone tra tecnici, ingegneri e progettisti. Mentre i quattro operai venivano estratti, gli altri cinque sono riusciti a mettersi in salvo: sarebbero rimasti illesi e sono stati evacuati in sicurezza, anche grazie all’utilizzo di scale.

L’ex caserma Pepe non è un edificio qualunque: era al centro di uno studio per una riconversione importante. Il piano, infatti, era quello di trasformarla in una residenza per studenti dell’Università Ca’ Foscari, un progetto che avrebbe dato nuova vita a una struttura storica.

Proprio per questo, quanto accaduto fa ancora più impressione: un controllo nato per valutare e preparare i lavori è finito in una tragedia sfiorata, con domande inevitabili che ora pretendono risposte.

Indagini in corso: l’ipotesi sul deterioramento dei materiali

La dinamica dell’incidente è ora al vaglio degli inquirenti. Le prime ipotesi puntano su un deterioramento dei materiali, che avrebbe reso la struttura troppo fragile per reggere il peso delle persone presenti durante il sopralluogo.

Intanto, per i feriti è stata una corsa tra ospedali. Due operai sono stati trasferiti in codice rosso, uno a Mestre e uno a Treviso. Un terzo è stato ricoverato a Mestre in condizioni di media gravità, mentre il quarto è stato portato all’ospedale Civile di Venezia. E mentre Venezia trattiene il fiato, torna prepotente il tema della sicurezza quando si mettono mano e piedi dentro edifici che il tempo ha già provato fin troppo.


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