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Variante Omicron, i 5 sintomi ‘ufficiali’ simili a quelli del raffreddore

Natale da incubo per gli italiani e non solo: la variante Omicron del Covid-19 è piombata sul quotidiano con tutta la sua forza e, va detto, con tutti i suoi dubbi legati alla sua portata. Non è poca l’incertezza su quest’ultima mutazione del coronavirus che soffoca il mondo dai primi mesi del 2020: gli stessi scienziati spiegano che è tutto in via di approfondimento, sia per quanto riguarda la sua effettiva ‘prepotenza’ che per la capacità dei vaccini di frenarla.

Il primo effetto di questo nuovo disorientamento generale l’Italia lo ha vissuto con l’arrivo delle vacanze di Natale e la tradizionale e legittima mobilità degli italiani. Il sistema è parso andare sotto stress con l’enorme afflusso di chi, prima di raggiungere le famiglie e gli amici, ha voluto verificare il proprio stato di salute ricorrendo ai test rapidi e molecolari prima di mettersi in viaggio.

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Covid, variante Omicron: quali sono i sintomi secondo gli esperti

Dall’arrivo della variante Omicron in Europa e in Italia, però, la domanda ricorrente è principalmente una: come capire se si è stati contagiati, come riconoscerne i sintomi. Risposta, a quanto pare, non facile considerando che, spiegano gli esperti, questi sono facilmente confondibili anche con quelli di un comunissimo e banale raffreddore, chiaramente frequente nei mesi invernali. Sintomi lievi, dunque.


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Stando alle prime notizie che arrivano dagli esperti, i contagiati dalla variante Omicron sembrano mostrare una forma lieve di Covid, soprattutto se paragonata a quella causata dalla variante Delta. Inoltre, riporta l’agenzia AdnKronos il 25 dicembre, i Centers for Disease Control and Prevention (Cdc) degli Stati Uniti hanno segnalato anche un aumento dei casi di influenza.

Di qui alla estrema facilità di confondere i sintomi dell’uno e dell’altra, con la conseguenza che, a questo punto, l’ultima ‘parola’ è quella di un tampone che permette di capire se quei sintomi derivano da raffreddore, virus stagionali o Covid.

La stessa agenzia di stampa italiana fa cenno del parere del professor Tim Spector, che ne ha parlato alla rivista Newsweek: “È chiaro al momento che se ci soffermiamo su aree con alto tasso di contagi Omicron, ma anche a livello nazionale, vediamo un quadro in cui non dominano i classici sintomi Covid”. Stando ai casi di Covid registrati a Londra tra ottobre e dicembre, i sintomi più comuni riportati sono stati tutti ‘ingannevoli’.

Si tratta, difatti, di naso che cola, mal di testa, stanchezza, starnuti e mal di gola. Non compaiono, quindi, la perdita dell’olfatto e/o del gusto. Com’è facile comprendere, si tratta di sintomi normalmente associati a condizioni non-Covid accusati in ogni paese da milioni di persone, in particolare tra i bambini nel periodo invernale e primaverile.

Una differenza sta nel fatto che, conclude AdnKronos, “il recupero dalle comuni malattie da raffreddamento avviene nel giro di dieci giorni, secondo i Cdc. Le persone immunodepresse o affette da asma e patologie respiratorie, però, rischiano di arrivare a sviluppare malattie più serie, come la polmonite”.