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“Una disfatta”. Crollo incredibile nei sondaggi: Mentana svela i numeri clamorosi

Le ultime ore hanno regalato un vero colpo di scena nel panorama politico: numeri, sorprese e qualche tonfo inaspettato stanno facendo discutere tutto il Paese. I dati emersi dal sondaggio SWG per il Tg La7 sono più che semplici percentuali: raccontano una sfida che si fa sempre più accesa e una crisi che rischia di cambiare gli equilibri.

Mentre i riflettori sono puntati sui protagonisti principali, qualcosa di profondo si muove dietro le quinte. Crescite, frenate e scivoloni improvvisi: la partita tra i grandi partiti si fa ogni settimana più imprevedibile, lasciando il pubblico col fiato sospeso e i leader politici sempre più sotto pressione.

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Fratelli d’Italia: la vetta si consolida, ma la tensione sale. Crollo nell’opposizione

Fratelli d’Italia sembra inarrestabile. Il partito guidato da Giorgia Meloni non solo mantiene la prima posizione, ma la rafforza, segnando un altro piccolo balzo in avanti. Ora è al 31%: un dato che conferma la fedeltà del suo elettorato, ma anche il peso delle aspettative che gravano sulle spalle della Premier.

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Nonostante il vantaggio, l’aria non è affatto tranquilla: la pressione dei rivali si fa sentire e ogni decimale perso o guadagnato può cambiare le sorti della coalizione. In un clima politico sempre più polarizzato, anche una crescita minima acquisisce un valore simbolico enorme.

Il Partito Democratico, sotto la guida di Elly Schlein, continua a sorprendere. Un altro scatto in avanti – questa volta dello 0,3% – lo porta al 22,1%. La rincorsa ai vertici si fa concreta e il PD si conferma la vera alternativa, alimentando il duello che sta accendendo la scena politica.

Ma non per tutti le cose vanno per il verso giusto. Il Movimento 5 Stelle di Giuseppe Conte frena bruscamente e scende al 13,2%. Un calo che pesa e apre nuovi interrogativi sulla capacità dei pentastellati di restare protagonisti, mentre la loro voce sembra farsi più flebile nel dibattito nazionale.

Nel resto della coalizione di governo si registrano movimenti opposti. La Lega di Matteo Salvini continua la sua fase calante, scivolando all’8,5% e lasciando spazio a dubbi e riflessioni interne. Al contrario, Forza Italia mostra un segnale di vitalità, salendo al 7,9% e regalando una piccola boccata d’ossigeno al partito di Tajani.

Anche la sinistra radicale e ambientalista sente la pressione: l’alleanza tra Verdi e Sinistra perde terreno e si attesta al 6,6%, confermando come la sfida per emergere sia ancora tutta da giocare.

I partiti centristi faticano a conquistare spazio. Azione si ferma al 2,9%, Italia Viva di Renzi al 2,3% e +Europa all’1,8%. Noi Moderati chiude con l’1%. Numeri che raccontano la difficoltà di emergere, ma anche la determinazione di chi non vuole arrendersi all’irrilevanza.

Nel mosaico della politica restano le altre liste, che insieme raccolgono il 2,7%. Un segnale che, nonostante la corsa a due tra FdI e PD, esiste ancora uno spazio reale per chi vuole provarci. Ma la sensazione è chiara: la sfida vera, quella che deciderà il futuro, è tutta tra i due giganti, mentre gli altri inseguono e cercano la mossa vincente.

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