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“Così perdono le elezioni”. Sondaggi, è un terremoto: chi è spacciato

Nel confronto verso le prossime elezioni, le percentuali dei singoli partiti non bastano più a spiegare cosa potrebbe accadere alle urne. Le proiezioni più recenti indicano che la differenza la faranno soprattutto le coalizioni e la loro capacità di tenere insieme elettorati diversi. Un nuovo soggetto in crescita, infatti, può rafforzare un’area ma anche spostare i pesi interni e rendere più fragile la tenuta complessiva dell’alleanza.

Al centro dell’attenzione c’è l’avanzata di Futuro nazionale, guidato da Roberto Vannacci, e l’ipotesi di un’intesa con il centrodestra. Le simulazioni dell’ultima rilevazione di Bidimedia suggeriscono però un quadro meno lineare: l’ingresso o l’assenza di alcune liste può cambiare il risultato, e l’effetto finale non coincide sempre con la somma matematica dei consensi dei partiti.

Intenzioni di voto: Futuro nazionale cresce, flessione per FdI e Lega

Secondo i dati, Fratelli d’Italia resta la prima forza politica ma registra un arretramento. Il partito di Giorgia Meloni viene stimato al 26,7%, in calo di 0,9 punti rispetto alla precedente rilevazione. Pur mantenendo la leadership, si tratterebbe di uno dei valori più contenuti degli ultimi anni.

All’interno dell’area di governo, Forza Italia risulta sostanzialmente stabile al 7,3%. Prosegue invece la discesa della Lega, stimata al 5,7% con una riduzione di 0,3 punti. Percentuali sotto l’1% per le formazioni minori: Noi moderati allo 0,6% e Udc allo 0,5%.

Il dato più rilevante riguarda Futuro nazionale, che salirebbe al 6,2% con un incremento di 0,8 punti. La crescita viene letta come legata soprattutto a spostamenti di consenso provenienti dall’elettorato che in passato aveva scelto Fratelli d’Italia e Lega, un elemento che potrebbe incidere sugli equilibri in caso di accordo elettorale.

Sondaggi elettorali, immagine simbolica di urna e schede


Centrosinistra: Pd in lieve calo, Movimento 5 stelle in aumento

Anche nel fronte progressista si registrano variazioni. Il Partito democratico scenderebbe al 21,8%, perdendo 0,4 punti. La diminuzione non mette in discussione il ruolo centrale del partito nell’area, ma contribuisce a rendere più serrata la competizione complessiva.

In controtendenza il Movimento 5 stelle, dato in crescita al 12,2%. Alleanza Verdi-Sinistra viene stimata al 6,5%, sostanzialmente stabile. Nell’area riformista, Italia viva salirebbe al 2,4%, mentre +Europa si attesterebbe allo 0,9%.

Fuori dagli schieramenti principali, Azione è indicata al 2,9% e il Partito liberaldemocratico all’1%. Entra nella rilevazione anche Sud chiama Nord, stimato all’1,1%. Il quadro complessivo evidenzia una presenza significativa di liste medio-piccole, potenzialmente decisive in scenari di equilibrio.

Sondaggio politico, immagine con grafici e percentuali

Coalizioni: perché la somma dei partiti non basta a prevedere il risultato

La proiezione basata sulla semplice somma dei partiti disegna un vantaggio per il centrosinistra allargato: il cosiddetto campo largo arriverebbe al 44,9%, mentre il centrodestra senza Futuro nazionale si fermerebbe al 40,8%. Se Futuro nazionale entrasse nella coalizione di centrodestra, il totale salirebbe al 47%.

La simulazione sul comportamento dell’elettorato davanti a coalizioni già definite, però, indica che il consenso espresso per un’alleanza può risultare diverso dalla somma delle liste che la compongono. In altre parole, l’aggregazione può generare attrazione o, al contrario, spingere parte degli elettori verso alternative considerate più coerenti.

Scenario: centrodestra senza Vannacci

Nell’ipotesi di un centrodestra senza Futuro nazionale, la simulazione attribuisce il 43,9% al campo largo e il 42,2% al centrodestra. Futuro nazionale correrebbe autonomamente al 6%, mentre una lista centrista composta da Azione e Partito liberaldemocratico raggiungerebbe il 4,2%.

In questo quadro, il centrosinistra resterebbe avanti ma con un margine ridotto rispetto a quanto emergerebbe dalla sola somma delle percentuali dei partiti. L’equilibrio sarebbe quindi più pronunciato e sensibile alle scelte di alleanza e ai flussi di voto.

Scenario: ingresso di Futuro nazionale nel centrodestra

Un’ulteriore simulazione prende in considerazione un centrodestra allargato che includa Futuro nazionale. In questo caso, la proiezione risulta particolarmente ravvicinata: il campo largo verrebbe stimato al 45,5%, mentre il centrodestra con l’alleanza arriverebbe al 44,5%. Una lista autonoma guidata da Vannacci si attesterebbe al 6,2%.

Il punto critico evidenziato dalla simulazione è il possibile spostamento di una parte dell’elettorato moderato. L’inclusione del nuovo soggetto potrebbe favorire flussi verso forze centriste o verso il centrosinistra, riducendo il vantaggio che sulla carta deriverebbe dall’allargamento.

Gli scenari alternativi e il peso delle forze centriste

La rilevazione considera anche l’ipotesi di una coalizione tra centrodestra e forze centriste senza Futuro nazionale. In questo caso la distanza resterebbe minima: il campo largo al 45,5%, la coalizione di centro-centrodestra al 44% e Futuro nazionale al 6,6% come lista autonoma.

Tra gli scenari esaminati, quello più favorevole al centrodestra sarebbe legato all’eventuale uscita del Movimento 5 stelle dal campo largo. In tale ipotesi, la maggioranza attuale raggiungerebbe il 40,7% e il centrosinistra scenderebbe al 35,3%. La simulazione, tuttavia, indicherebbe un effetto penalizzante proprio per il Movimento 5 stelle, stimato al 10,5% per lo spostamento di una parte dell’elettorato verso il centrosinistra.

L’ultimo scenario ipotizza una riorganizzazione con un forte polo centrale separato dai due blocchi principali. In questa configurazione, il centrosinistra composto da Pd, Movimento 5 stelle e Alleanza Verdi-Sinistra arriverebbe al 41,8%, il fronte di destra formato da Fratelli d’Italia, Futuro nazionale e Lega al 39,7%, mentre il centro raggiungerebbe il 16,3%. Un assetto che aumenterebbe la frammentazione parlamentare e renderebbe decisive le trattative tra aree politiche dopo il voto.


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