Il quadro politico italiano torna a muoversi, ma senza strappi netti. Gli equilibri restano fragili, con due blocchi contrapposti che continuano a rincorrersi voto dopo voto. L’ultima fotografia scattata dal sondaggio Emg per Tg3 Linea Notte racconta infatti un Paese ancora profondamente diviso, dove ogni piccolo spostamento può fare la differenza.
Nel dettaglio, emerge una dinamica che negli ultimi mesi si sta consolidando: il centrosinistra prova a guadagnare terreno, mentre il centrodestra mantiene una posizione solida ma meno dominante rispetto al passato recente. Il risultato è una distanza minima tra le due coalizioni, segno di un elettorato sempre più mobile e meno ancorato a schieramenti fissi.

Sondaggi politici, così cambia il quadro tra governo, opposizioni, partiti e leader
A guidare la classifica dei partiti resta Fratelli d’Italia, che si attesta al 26,6%. Un dato che conferma la leadership, ma che allo stesso tempo evidenzia un ridimensionamento rispetto a quando il partito superava stabilmente il 30%. Alle sue spalle accorcia le distanze il Partito Democratico, fermo al 21,7% e ormai sempre più vicino nella corsa.

Più staccato il Movimento 5 Stelle, che si posiziona al 12,8%, mentre nella fascia intermedia si registra un riavvicinamento tra Forza Italia e Lega, rispettivamente all’8,5% e all’8%. Un equilibrio che, nel caso della Lega, assume un significato particolare alla luce delle tensioni interne e dei recenti cambiamenti politici.

Proprio il partito guidato da Matteo Salvini sta vivendo una fase complessa, segnata da scissioni e nuovi equilibri. L’uscita di figure vicine al mondo leghista e la nascita di nuove realtà stanno ridisegnando i confini del consenso. Tra queste spicca Futuro Nazionale, che dopo aver accolto anche Laura Ravetto continua a mantenersi sopra la soglia di sbarramento, raggiungendo il 3,2%.
M5S, due clamorosi addii in vista: chi scarica Giuseppe Conte
Sul fronte progressista, invece, si consolida il ruolo di Alleanza Verdi-Sinistra al 6,6%, mentre restano sotto la soglia del 3% formazioni come Italia Viva al 2,7%, Azione al 2,5% e +Europa all’1,9%. Chiudono il quadro Noi Moderati e il Partito Liberal Democratico all’1,6%, insieme a Democrazia Sovrana e Popolare all’1%.
Ma è nella lettura complessiva delle coalizioni che emerge il dato più rilevante. Il cosiddetto “campo largo” di centrosinistra arriva al 45,7%, superando di misura il centrodestra fermo al 44,7%. Solo un punto di differenza, sufficiente però a segnalare un’inversione di tendenza che potrebbe pesare nei prossimi mesi. Restano invece fuori da questo equilibrio i partiti centristi, che insieme raccolgono il 4,1%, oltre a Futuro Nazionale.
Non meno significativo è il dato sull’affluenza: il sondaggio stima una partecipazione al voto intorno al 63%, in lieve crescita rispetto alla rilevazione precedente ma ancora inferiore rispetto al 64% registrato alle ultime elezioni politiche del 2022. Un segnale di attenzione, ma non ancora di pieno coinvolgimento.
Il vero nodo, però, emerge nella seconda parte dell’indagine ed è quello della fiducia. Qui il quadro si fa più critico per l’esecutivo guidato da Giorgia Meloni. Il 42% degli intervistati dichiara di non avere “per nulla” fiducia nel governo, mentre un ulteriore 22% afferma di averne “poca”. Numeri che, sommati, delineano una maggioranza relativa orientata alla sfiducia.
A sostenere l’esecutivo resta una quota più contenuta: il 27% dice di avere “abbastanza” fiducia, mentre solo il 9% si spinge a dichiararne “molta”. Un dato che pesa politicamente e che potrebbe incidere sulle strategie future della maggioranza, chiamata a recuperare consenso in un contesto sempre più competitivo e incerto.


