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M5S, due clamorosi addii in vista: chi scarica Giuseppe Conte

Ci sono crepe che non fanno rumore subito. Si allargano piano, nelle chat, nei corridoi, negli incontri lontani dai riflettori. Poi, all’improvviso, diventano impossibili da coprire: una frase di troppo, una scelta che divide, un’alleanza che non tutti sono disposti a digerire.

Ed è proprio lì che il Movimento 5 Stelle sembra vivere uno dei suoi momenti più delicati. Non un semplice malumore, ma una tensione che attraversa nomi storici e figure simbolo, con un nodo che torna sempre uguale: la direzione impressa da Giuseppe Conte e il rapporto sempre più strutturale con il centrosinistra.

Mentre a destra si raccontano manovre e reclutamenti, a sinistra si muovono persone che nel M5s hanno lasciato il segno. In queste ore, a far parlare è soprattutto il giro di contatti che coinvolge Alessandro Di Battista e alcune delle ex sindache più note del Movimento.


Di Battista, infatti, avrebbe incontrato Virginia Raggi, Chiara Appendino e Ignazio Marino. Un incastro di relazioni politiche e personali che, per molti, non è solo “amicizia” o confronto: è il segnale di un possibile progetto parallelo, o quantomeno di una corrente che non vuole più restare in silenzio.

Al centro c’è anche Schierarsi, l’associazione fondata da Di Battista, che tra le socie storiche vede proprio Virginia Raggi. E qui il messaggio, a quanto filtra, sarebbe chiarissimo: no alla linea dell’attuale leadership e no all’asse con Italia Viva e Partito Democratico.

Le voci su un cambio di casacca imminente di Di Battista e Appendino vengono smentite dall’entourage di Conte. Ma, dietro le smentite, resta l’aria pesante: in una chat riservata, raccontano i beninformati, il rigetto per le ultime scelte del vertice sarebbe condiviso da più di qualcuno.

Nel gruppo denominato “il Movimento romano” sarebbero emerse critiche molto dure sia alla gestione capitolina sia all’accordo con il centrosinistra in vista del possibile Gualtieri bis. Uno dei punti che avrebbe acceso la miccia? La partita sull’assessorato allo Sport, che andrebbe a Paolo Ferrara.

Virginia Raggi, secondo quanto riferito, sarebbe intervenuta direttamente nel dibattito interno. E con lei anche alcuni ex collaboratori, tra cui Enrico Stefano e Alessandra Agnello, che contesterebbero apertamente la rotta presa dal Movimento.

Raggi, intanto, cercherebbe uno spazio politico autonomo, anche grazie al rapporto solido con Di Battista. L’ex deputato sarebbe in contatto costante con le ex sindache di Roma e Torino e anche con Francesca Albanese, in un intreccio di relazioni che fa inevitabilmente discutere.

E poi c’è Chiara Appendino, che non nasconde la propria distanza dall’alleanza con Matteo Renzi. La frase che in molti, nel Movimento, si sono segnati è arrivata due giorni fa: “Quello che Renzi ha fatto io non lo dimentico”. Parole nette, accompagnate da critiche su politiche economiche e sulla mancata attenzione alla “Milionaire tax”.

Secondo indiscrezioni, Raggi punterebbe a una candidatura per il Parlamento nel 2027. Ma l’ipotesi viene descritta come complessa, proprio per i rapporti tesi con Conte e per gli equilibri del partito nella Capitale, dove pesano anche figure come Paola Taverna e Francesco Silvestri.

Nel frattempo, fuori dal perimetro M5s, Di Battista continua a lavorare con “Schierarsi”, coltivando contatti e costruendo un’area alternativa che guarda a sinistra, ma non necessariamente dentro la casa pentastellata. E la domanda, tra i militanti e non solo, resta sospesa: è solo un braccio di ferro interno o l’inizio di un nuovo strappo?

Intanto, dal fronte opposto, la leghista Silvia Sardone ha commentato il passaggio di Laura Ravetto in Forza Italia con parole taglienti: “Si avvicinano le elezioni, e il passaggio da un partito all’altro è tipico di alcune persone”. Un clima da campagna elettorale permanente, insomma, che rende ogni mossa più pesante. E dentro il M5s, ogni silenzio ancora di più.


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