Il suo nome è circolato a lungo tra eventi, salotti televisivi e convegni istituzionali, costruendo nel tempo un profilo apparentemente solido e autorevole. Eppure, dietro l’immagine pubblica di Claudia Conte, emergono ora interrogativi sempre più insistenti, sollevati da un’inchiesta che mette in discussione titoli, esperienze e perfino alcuni contenuti condivisi sui social.
Secondo quanto riportato dal quotidiano Domani, la figura della 34enne ciociara, presunta amante del ministro Matteo Piantedosi, si reggerebbe su un sistema di credenziali difficili da verificare. Nel suo curriculum, infatti, Conte dichiara una laurea magistrale in Legge senza specificare né l’ateneo né la votazione, ma soprattutto non risulterebbe aver mai conseguito il titolo presso la Luiss. Analogamente, non emergerebbero tracce della sua partecipazione alla Scuola di politiche economiche e sociali intitolata a Carlo Azeglio Ciampi, né alla scuola politica guidata da Sabino Cassese per gli anni 2021, 2022 e 2023, come invece dichiarato.
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L’inchiesta, firmata da Enrica Riera e Nello Trocchia, ricostruisce un percorso fatto di presenze pubbliche, incarichi e ospitate televisive che avrebbero contribuito a costruire nel tempo un’immagine di autorevolezza. Una sorta di meccanismo cumulativo, definito come uno “schema Ponzi” della reputazione, in cui visibilità e incarichi si alimentano reciprocamente, senza che vi sia stata una verifica approfondita da parte del sistema mediatico.

Il racconto si intreccia poi con il mondo dello spettacolo e della politica. Quando si parla di percorsi femminili in questi ambienti, il nome di Silvio Berlusconi torna spesso. Claudia Conte, infatti, avrebbe partecipato come comparsa nel film Loro diretto da Paolo Sorrentino, ispirato proprio alla figura del Cavaliere. Nel suo curriculum artistico risultano invece verificati un diploma conseguito presso la scuola “Il Teatro dell’Appeso” di Frosinone, un ruolo da protagonista nel corto “Shall the last be” e alcune partecipazioni televisive, tra cui quella nella serie Don Matteo, oltre a spettacoli insieme a Marcello Veneziani.
Ma è nella seconda parte dell’inchiesta che emergono gli elementi più controversi. Dalla Sardegna ai palazzi romani, fino agli ambienti vaticani, il percorso raccontato sui social appare, secondo i giornalisti, in parte costruito. Particolare attenzione è stata dedicata ad alcuni selfie pubblicati su Instagram, tra cui quelli con Papa Francesco. Analisi tecniche effettuate con software specifici avrebbero evidenziato anomalie: “Lo sfondo è troppo lineare”, avrebbe spiegato un consulente informatico rimasto anonimo, sottolineando incongruenze nella luce e nei contorni delle immagini. Una foto in particolare, in cui il pontefice riceve un libro della stessa Conte, sarebbe risultata un fotomontaggio.


Non si tratterebbe di un caso isolato. Anche un altro scatto, questa volta con Silvio Berlusconi, sarebbe stato giudicato non autentico. Eppure, secondo la ricostruzione, un incontro reale con il Papa ci sarebbe stato, ma in un contesto diverso, durante una visita organizzata dall’ex presidente della Figc Gabriele Gravina insieme al calciatore Andrij Ševčenko, quando Conte avrebbe partecipato come portavoce di un’associazione.
Resta quindi una domanda sospesa, che attraversa tutta la vicenda e che gli stessi autori dell’inchiesta di Domani pongono con forza: chi è davvero Claudia Conte? E soprattutto, com’è possibile che ambienti istituzionali e figure di primo piano, tra cui il ministro Matteo Piantedosi, non abbiano rilevato prima le incongruenze tra curriculum e realtà? Una questione che ora rischia di aprire un caso ben più ampio, tra comunicazione, reputazione e responsabilità.


