Marco Mengoni ha inaugurato il suo tour estivo sabato scorso dal palco dello stadio Guido Teghil di Lignano Sabbiadoro. Un avvio potente, accompagnato da una scenografia imponente, coreografie rinnovate e un palco di grande impatto visivo. Il momento più toccante è arrivato sulle note di Luce, il brano che l’artista ha dedicato alla madre scomparsa nel 2023. Ma nelle ore successive allo show, sui social non si è parlato tanto della performance o della musica: l’attenzione si è spostata quasi interamente sui look sfoggiati dal cantante, scatenando un’ondata di reazioni contrastanti.
Come riporta il sito Biccy, al centro del dibattito online sono finiti in particolare due outfit con i corpetti, criticati da alcuni per ragioni estetiche, ma soprattutto usati da molti come pretesto per commenti carichi d’odio. “Tanti altri però hanno usato la scusa dei giudizi sulle mise del 36enne per vomitare il loro profondo odio omofobo”, si legge su Biccy. La polemica ha preso piede in particolare su TikTok e Twitter, dove si sono moltiplicati post intrisi di pregiudizi, con utenti che invocavano il “ritorno ai valori di un tempo”, con i “maschi che fanno i maschi”.
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“Ma guardatelo…”. Marco Mengoni, follia al concerto: insulti choc. Cosa è successo
Molti dei commentatori più aggressivi si sono giustificati in maniera contraddittoria. Sempre secondo Biccy, diversi utenti hanno sostenuto che l’omofobia non c’entri nulla, citando icone come Freddie Mercury o George Michael come esempi di artisti gay rispettati, senza notare il paradosso delle loro argomentazioni. “Insomma questa gentaccia – si legge ancora su Biccy – pretende la libertà di offendere e discriminare, ma si arroga anche il diritto di decidere come i gay devono essere gay”. Un tentativo evidente di mascherare il pregiudizio con un finto senso di tolleranza selettiva.

Nel corso della seconda data del tour, tenutasi allo stadio Diego Armando Maradona di Napoli, Mengoni ha risposto con eleganza agli attacchi ricevuti. Dal palco ha affermato con fermezza: “Voglio vestirmi come mi pare e come mi piace, e punto”. Una frase semplice ma incisiva, che ha raccolto applausi e solidarietà da parte dei fan. Ancora una volta, l’artista ha mostrato di voler rispondere all’odio con misura, senza rinunciare alla sua libertà di espressione, né cedere alle provocazioni che hanno inondato i social negli ultimi giorni.

“Voglio voglio voglio voglio voglio vestirmi come mi pare. Punto”.
— ApocaFede (@DrApocalypse) June 27, 2025
E i coglioni che l’hanno insultato per un corsetto muti.#Mengoni perfetto👏pic.twitter.com/Fr4HPQ7wT2
Buongiorno🫶
— Justyna (@jusia1986) June 25, 2025
Ma quanto è meraviglioso 🫠💕
(Più corsetti, per favore🔥)#MarcoNegliStadi2025#MarcoMengoni #Mengoni pic.twitter.com/DI2YdLQg52






Il cantante non si è limitato a difendere la propria identità, ma ha voluto anche lanciare un messaggio contro la guerra. Al termine del concerto, avvolto da una grande bandiera palestinese, ha dichiarato: “Ce n’è abbastanza nel mio spettacolo di stop a questa roba orribile che ancora l’uomo continua a fare e non so perché. Però noi continuiamo a ripeterlo, magari arriva anche a quelle teste di ca**o”. Un gesto forte e chiaro, che conferma la volontà di Mengoni di usare la propria voce e la propria visibilità non solo per l’arte, ma anche per cause in cui crede profondamente.


