Ornella Vanoni continua a sorprendere anche dopo la sua scomparsa, lasciando un’eredità artistica che si arricchisce oggi di un dettaglio inedito e carico di emozione. A rivelarlo è Mario Lavezzi, storico produttore e amico di una vita, che al Quotidiano Nazionale ha raccontato come la cantante fosse ancora pienamente attiva negli studi di registrazione. Proprio nelle ultime settimane, spiegava Lavezzi, la Vanoni stava lavorando a nuovi progetti musicali che avrebbero dovuto concretizzarsi a fine novembre, quando era previsto un appuntamento per realizzare “un nuovo duetto Vanoni-Paoli”. Un incontro mai avvenuto, ma che dà la misura di quanto la cantante non avesse smesso di guardare avanti.
È durante quell’intervista che emerge la rivelazione più sorprendente: Ornella aveva inciso una versione di “Vivere”, uno dei brani più celebri di Vasco Rossi. Lavezzi ricorda con precisione quel momento creativo condiviso negli studi: “A giugno-luglio con Ornella avevamo registrato una cover della ‘Vivere’ di Vasco Rossi che, a questo punto, spero esca quanto prima. Perché è straordinaria, da pelle d’oca”. Una frase che restituisce tutto lo stupore e l’emozione di chi ha assistito alla nascita di un’interpretazione che ora, inevitabilmente, assume un valore speciale, quasi testamentario.

La notizia ha rapidamente raggiunto lo stesso Vasco, che sui social non ha nascosto la commozione. Il rocker di Zocca, solitamente misurato quando si parla delle proprie canzoni reinterpretate da altri artisti, ha dedicato parole dense e luminose al gesto della Vanoni: “È una grande…. non so come spiegare, una grande emozione sapere che la grande Ornella Vanoni… la straordinaria, simpatica, eccezionale Vanoni, abbia interpretato proprio poco tempo fa, quindi prima di lasciarci, ‘Vivere’ che è una canzone che in effetti a questo punto cantata da lei, secondo me, prende una notevole forza”. Vasco aggiunge che si tratta di momenti “quelle che non si possono spiegare con delle parole, ma solo ascoltando e stando in silenzio”. Una reazione che, di per sé, conferma quanto questa collaborazione postuma sia destinata a lasciare un segno.

“Vivere”, pubblicata il 15 febbraio 1993 e inserita nell’album Gli spari sopra, è un inno al coraggio, alla resistenza, al restare in piedi anche quando la vita prova a piegare. Una canzone che sembra cucita addosso alla sensibilità interpretativa della Vanoni, capace da sempre di attraversare emozioni profonde e restituirle con una voce che porta dentro esperienza, ironia, dolcezza e verità. Non è difficile immaginare la cantante misurarsi con versi come: “Vivere o sopravvivere, senza perdersi d’animo mai e combattere e lottare contro tutto contro (…) E restare sempre al vento a vivere e sorridere dei guai, proprio come non hai fatto mai. E pensare che domani sarà sempre meglio”. Parole che oggi, rilette alla luce della sua scomparsa, risuonano con una forza ancora più intensa.
Resta il mistero su cosa Ornella Vanoni stesse preparando davvero negli ultimi mesi.


Morta il 21 novembre e salutata ieri da un intero Paese durante i funerali nella chiesa di San Marco a Milano, la cantante aveva pubblicato nel 2024 il suo ultimo album, “Diverse”, un progetto ricco di collaborazioni che includeva duetti con Mahmood, con Elodie e con Ditonellapiaga. Un disco nato subito dopo il rinnovo del contratto con BMG, segno evidente della volontà di continuare a creare, sperimentare, sorprendere. Un’attitudine che non l’ha mai abbandonata e che ora rivive anche attraverso questa inattesa “Vivere”, registrata pochi mesi fa e ancora in attesa di vedere la luce.
Non si sa se e quando l’inedito verrà pubblicato, ma una cosa è certa: nel momento in cui quella voce tornerà ad attraversare il brano di Vasco, sarà impossibile ascoltarla senza sentire sullo sfondo l’intera storia di una donna che ha sempre scelto, ostinatamente, di vivere.


