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“La malattia mi ha ridotto così”. Giovanni Allevi, confessione da brividi: tutti in lacrime

  • Musica

Giovanni Allevi si prepara a un nuovo appuntamento dal forte valore simbolico, segnando un passaggio importante nel suo rientro sulle scene dopo le cure affrontate negli ultimi anni. Il pianista e compositore ha scelto di esibirsi nuovamente a Villa Arconati, alle porte di Milano, luogo legato a un ricordo personale che, a distanza di tempo, continua a rappresentare per lui un punto di riferimento nel rapporto con il pubblico e con l’ambiente che circonda il concerto.

L’evento è inserito in un percorso artistico che intreccia musica e testimonianza, con un programma che alterna pagine note e brani più recenti. Allevi, infatti, ha raccontato che la malattia ha lasciato conseguenze fisiche con cui deve confrontarsi ogni giorno, anche quando torna davanti alla tastiera.

Il concerto a Villa Arconati e il ricordo di vent’anni fa

La scelta della location non è casuale. Allevi ha collegato il ritorno a Villa Arconati a un episodio avvenuto circa vent’anni fa, durante un’esecuzione in cui un suono naturale avrebbe accompagnato il ritmo del brano che stava suonando. Un ricordo che il musicista descrive come particolarmente significativo e che ha motivato la decisione di riproporre la stessa composizione in questa occasione.

L’obiettivo è ripercorrere quel momento attraverso la musica, riportando sul palco un pezzo che per lui è diventato parte di una memoria artistica e personale. La serata è stata presentata come un appuntamento in cui il dialogo tra esecuzione e contesto ambientale assume un ruolo centrale.

Orchestra sul palco e un programma tra repertorio e nuove pagine

Accanto al pianoforte, è prevista la presenza di un’orchestra composta da professionisti provenienti da diverse realtà musicali italiane. Si tratta di musicisti che, secondo quanto riferito, conoscono da tempo il repertorio del compositore e sono abituati alle caratteristiche ritmiche e strutturali delle sue partiture.

La scaletta dovrebbe includere brani per pianoforte solista, passaggi orchestrali e riletture di composizioni già note al pubblico. Tra i momenti indicati come particolarmente significativi figura anche l’esecuzione di “Tomorrow”, un lavoro nato durante un periodo di ricovero.

Le conseguenze della malattia: “Danni alle vertebre e tremori alle mani”

Allevi ha spiegato che le terapie e la patologia oncologica hanno avuto un impatto sulla sua struttura ossea, con cedimenti vertebrali e sintomi persistenti come tremori e formicolii, soprattutto alle mani. Condizioni che incidono direttamente sull’attività concertistica, rendendo necessario adottare misure di protezione durante le esibizioni.

Per affrontare gli impegni sul palco, il pianista ha dichiarato di indossare un busto ortopedico, utilizzato per sostenere la schiena e ridurre il rischio di ulteriori traumi. Ha descritto la preparazione dietro le quinte come un momento delicato, in cui il tutore diventa parte della routine necessaria per poter suonare e dirigere.

Un ritorno alle scene con un approccio diverso alla performance

Nel presentare questa fase del suo percorso, Allevi ha sottolineato un cambiamento nel modo di vivere la performance: l’attenzione non sarebbe più concentrata esclusivamente sulla ricerca dell’esecuzione impeccabile, ma sulla possibilità di comunicare attraverso la musica anche una dimensione legata alla fragilità.

Il musicista ha collegato questa visione alle esperienze vissute durante la malattia, indicando la volontà di valorizzare un’idea di imperfezione come elemento presente nella vita e, di conseguenza, nell’arte.

Progetti recenti e lavori in preparazione

Negli ultimi mesi, Allevi ha affiancato all’attività musicale altri progetti, tra cui un docufilm e la pubblicazione di un libro, “I Nove Doni”. Ha inoltre riferito di preferire una programmazione non troppo lontana nel tempo, concentrandosi su un orizzonte più immediato legato alla quotidianità.

Parallelamente, ha indicato di avere materiale inedito pronto per essere sviluppato e pubblicato nei prossimi anni, proseguendo un percorso creativo che, nonostante le difficoltà fisiche, resta al centro della sua attività artistica.


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