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“È morto all’improvviso. Tragedia nella musica, il cantante aveva 44 anni

  • Musica

La notizia è arrivata come un colpo improvviso nel mondo della musica, lasciando sgomenti fan, colleghi e ascoltatori che negli anni avevano trovato nelle sue canzoni un rifugio oscuro, intimo e profondamente riconoscibile. È morto a 44 anni. Il cantante aveva iniziato come solista, diventando, poi il centro di una band capace di costruire un immaginario sonoro unico, sospeso tra ombre, spiritualità e inquietudine.

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La conferma è arrivata da un rappresentante della band alla rivista Exclaim!: lle cause della morte non sono state rese note. Nella nota si legge: “È venuto a mancare improvvisamente. Siamo devastati dalla profonda perdita e ci mancherà immensamente (…)”. Parole che hanno subito fatto il giro della rete, accompagnate da messaggi di dolore e incredulità. Trovato cadavere, le cause della morte non sono state diffuse.


Lutto nella musica, il dolore di amici e colleghi

Solo a metà di questo racconto emerge il nome dell’artista che ha segnato una parte importante della scena folk alternativa: Taylor Kirk, il decesso del quale risale allo scorso 14 aprile. Nato e cresciuto in Ontario, in una piccola comunità rurale, aveva sviluppato fin da giovane un rapporto profondo con la musica, anche grazie a un contesto familiare segnato dalla frequentazione quotidiana della messa. La folgorazione arrivò quando sentì un ragazzo suonare una cover di “Heart-Shaped Box”. In seguito avrebbe raccontato a Vice: “Lo sentivo dentro di me e non riuscivo a credere che quel ragazzo avesse la capacità di farlo. Gli ho chiesto di darmi lezioni di chitarra proprio in quello scantinato”.

Da quell’inizio nacque un universo musicale riconoscibilissimo. Il suono dei Timber Timbre è stato spesso definito gothic folk, una miscela scura e cinematografica in cui convivevano blues spettrale, malinconia e tensione. Kirk aveva spiegato di essere sempre stato attratto dalle superstizioni, anche per l’ambiente in cui era cresciuto: “Sono sempre stato incuriosito da queste superstizioni. Mia madre era molto superstiziosa”. Quell’immaginario avrebbe poi attraversato tutta la sua scrittura.

Ispirato da artisti come Alan Lomax, ma anche dai Talk Talk di “Laughing Stock” e “Spirit of Eden”, Kirk aveva descritto la propria musica come qualcosa di “molto freddo e minaccioso, ma anche di molto speranzoso”. Con i Timber Timbre ha pubblicato sette album in studio e due EP, partendo da “Cedar Shakes” nel 2006 e “Medicinals” nel 2007, entrambi usciti in modo indipendente, fino al terzo album omonimo, pubblicato con la canadese Out of This Spark e poi rilanciato da Arts & Crafts.

Proprio quell’album aprì alla band una fase nuova, portando anche una nomination ai Polaris Music Prize del 2009. Brani come “Magic Arrow” e “Demon Host” finirono in serie tv molto amate, tra cui Breaking Bad e The Good Wife, contribuendo a far conoscere il progetto a un pubblico più ampio. Poi arrivarono “Creep on Creepin’ On” nel 2011 e “Hot Dreams” nel 2014, con risultati importanti anche nella classifica Billboard Canadian Albums.

In “Hot Dreams” era contenuta “Run From Me”, altra canzone diventata familiare anche grazie alle colonne sonore televisive. Nel frattempo i Timber Timbre avevano condiviso il palco con artisti come Arcade Fire, Feist e Laura Marling, consolidando una reputazione fatta di concerti intensi e atmosfere rarefatte. Nel 2017 la band firmò con la berlinese City Slang Records e pubblicò “Sincerely, Future Pollution”, mentre l’ultimo album, “Lovage”, è uscito nel 2023.

Sui social, intanto, il cordoglio è diventato immediato. “Non riesco a crederci, la sua voce mi ha accompagnato nei momenti più bui”, ha scritto un fan. Un altro ha aggiunto: “Taylor Kirk ha creato musica che sembrava arrivare da un altro mondo, che dolore immenso”. E ancora: “Se ne va un artista unico, fragile e potentissimo”. La nota ufficiale si chiude con una frase che oggi suona come un saluto definitivo: “Il suo ricordo vivrà per sempre attraverso la sua musica, che abbiamo la fortuna di poter ascoltare per il resto delle nostre vite”.


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