Da anni volto autorevole dell’informazione televisiva italiana, Enrico Mentana è considerato uno dei direttori più influenti nel panorama mediatico. Alla guida del TgLa7, ha costruito uno stile diretto, riconoscibile, spesso capace di trasformare anche le notizie più complesse in momenti di forte dibattito pubblico. Non è raro che le sue parole, pronunciate in studio, finiscano per alimentare discussioni ben oltre i confini della cronaca.
Proprio questo è accaduto nelle ultime ore, quando il giornalista ha preso posizione su una vicenda che intreccia sport, politica internazionale e polemiche. Un tema che ha immediatamente acceso l’opinione pubblica e che coinvolge direttamente anche la Nazionale italiana, reduce da un momento tutt’altro che brillante.
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Enrico Mentana al TgLa7: “Una vergogna”
“Sarebbe una vergogna ulteriore per l’Italia”, ha dichiarato Mentana commentando al TgLa7 le indiscrezioni sul possibile, ma ritenuto improbabile, ripescaggio della Nazionale ai Mondiali di Usa-Messico-Canada. Una possibilità legata all’eventuale esclusione dell’Iran, che ha suscitato sconcerto e indignazione non solo nel giornalista, ma anche tra dirigenti sportivi e tifosi. Un sentimento condiviso anche dal ministro dello Sport Andrea Abodi, oltre che da gran parte dell’ambiente calcistico italiano.

“Per tutta la giornata ci sono state discussioni e reazioni per una proposta inverosimile – premette il direttore del TgLa7 -, quella di quell’amico di Trump che gli fece conoscere Melania, Zampolli, che avrebbe tra l’altro attribuito l’idea alla Casa Bianca. Sarebbe una vergogna ulteriore per noi, visto che prenderemmo il posto di un Paese in guerra”. Parole forti, che sottolineano la delicatezza di una questione che travalica il campo da gioco e tocca equilibri geopolitici complessi.
Le reazioni non si sono fatte attendere, soprattutto sui social, dove molti utenti si sono detti d’accordo con la posizione del giornalista. Non sono mancati però commenti più pungenti, che hanno tirato in ballo vecchie polemiche calcistiche, come il celebre “scudetto di cartone” assegnato all’Inter nel 2006 dopo lo scandalo di Calciopoli. Un paragone che riporta alla luce vecchi veleni, mescolandoli alle tensioni attuali.
Dietro questa ipotesi c’è una proposta che, secondo il Financial Times, sarebbe stata avanzata da Paolo Zampolli, inviato speciale legato a Donald Trump. L’idea sarebbe stata presentata direttamente al presidente della FIFA, Gianni Infantino, alimentando ulteriormente il dibattito su una possibile interferenza politica nel mondo dello sport.

Mentana sulla proposta di far rientrare l'Italia ai Mondiali: il commento sardonicohttps://t.co/Pc4yq4AYjO
— Tg La7 (@TgLa7) April 23, 2026
Ma la vicenda ha assunto contorni ancora più delicati quando è sfociata in un vero e proprio caso diplomatico. L’ambasciata di Teheran a Roma ha reagito con parole durissime, accusando l’amministrazione americana di “bancarotta morale”. Una presa di posizione che evidenzia quanto la questione sia tutt’altro che sportiva, inserendosi in un contesto internazionale già segnato da forti tensioni.
“L’Italia si è guadagnata la sua grandezza sul campo, non grazie a privilegi politici”, si legge nella dichiarazione, che prosegue sostenendo come gli Stati Uniti temerebbero “persino la presenza di undici giovani iraniani sul campo di gioco”. Un’affermazione che accende ulteriormente il dibattito e che trasforma quella che poteva sembrare una semplice indiscrezione calcistica in un caso globale, dove sport e politica finiscono inevitabilmente per scontrarsi.


