E in faccia ai maligni e ai superbi il mio nome scintillerà

 

La donna cannone, è ispirata da un articolo di cronaca che racconta la crisi di un circo ormai orfano del suo numero di maggior successo fuggito per inseguire un suo grande amore dato che a quell’epoca “le regole del circo” non lo permettevano. La donna vuole un amore impossibile, volare nell’azzurro del cielo, diventando d’oro e d’argento, e invece s’incammina in un cielo nero nero, ovvero la morte, senza il bisogno di passare per nessuna stazione. Il suo amore è più forte perfino della morte, facendo volare via il cuore, scaraventandosi fuori da quel tendone, con un grande cannone, “così la donna cannone, quell’enorme mistero volò…”. Nei versi di De Gregori la donna, svincolata dagli stereotipi del “fenomeno da baraccone”, racconta in prima persona la sua fuga dando voce ad uno smisurato desiderio di amore, di tenerezza e, soprattutto, di una vita normale, lontana da chi sfrutta le diversità a fini spettacolari.


Questa canzone evidenzia due caratteristiche tipiche di De Gregori: da un lato l’uso lento e regolare della lingua, dall’altro il suo utilizzare metafore e costrutti logico-sintattici inusitati e di estrema e programmatica difficoltà comprensiva.

Musicalmente, La donna cannone riprende lo stile della ballata pianistica che ha caratterizzato altri brani celebri del cantautore romano (basti pensare a Rimmel eGenerale), ma mai come in questo caso un attacco di pianoforte si è dimostrato tanto efficace nel catturare l’essenza dell’intera composizione da renderla riconoscibile dopo tre sole note; è stata anche la potenza di quelle tre note a spingere fino alla vetta della classifica italiana dei singoli tanto da rendere questa una delle canzoni d’amore più belle ricordate tuttora come uno dei classici della musica italiana. (Wikipedia).

Il testo dopo il video

Butterò questo mio enorme cuore tra le stelle un giorno, 
giuro che lo farò, 
e oltre l’azzurro della tenda nell’azzurro io volerò. 
Quando la donna cannone 
d’oro e d’argento diventerà, 
senza passare dalla stazione 
l’ultimo treno prenderà. 

E in faccia ai maligni e ai superbi il mio nome scintillerà, 
dalle porte della notte il giorno si bloccherà, 
un applauso del pubblico pagante lo sottolineerà 
e dalla bocca del cannone una canzone suonerà. 

E con le mani amore, per le mani ti prenderò 
e senza dire parole nel mio cuore ti porterò 
e non avrò paura se non sarò bella come dici tu 
ma voleremo in cielo in carne ed ossa, 
non torneremo più… 
na na na na na 

e senza fame e senza sete 
e senza ali e senza rete voleremo via. 

Così la donna cannone, 
quell’enorme mistero volò 
tutta sola verso un cielo nero nero s’incamminò. 
Tutti chiusero gli occhi nell’attimo esatto in cui sparì, 
altri giurarono e spergiurarono che non erano stati lì. 

E con le mani amore, con le mani ti prenderò 
e senza dire parole nel mio cuore ti porterò 
e non avrò paura se non sarò bella come vuoi tu 
ma voleremo in cielo in carne ed ossa, 
non torneremo più… 
na na na na na 

E senza fame e senza sete 
e senza ali e senza rete voleremo via…