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“Grossi, grossi guai”. Arrestato il cantante italiano, fermato dalla polizia: cosa è successo

  • Musica

Ha fatto molto discutere la notizia arrivata ieri da Milano, dove un cantante italiano attivo nella scena trap è stato arrestato con accuse pesanti legate allo spaccio di sostanze stupefacenti. La vicenda, che ha immediatamente attirato l’attenzione dei media, ha come scenario la periferia nord della città, già teatro in passato di episodi simili. L’artista, conosciuto soprattutto nei circuiti musicali indipendenti, è finito al centro di un’operazione della squadra Mobile che ha portato alla luce un ingente quantitativo di droga.

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Secondo quanto ricostruito, il musicista è stato intercettato in via Bolzano, a pochi passi da viale Monza, mentre si trovava al volante di un’Audi Q2 bianca. L’odore proveniente dall’abitacolo avrebbe insospettito gli agenti, che hanno deciso di procedere con una perquisizione. In quel momento è emerso il primo riscontro: quasi un chilo di hashish nascosto nel bagagliaio.


Arrestato il cantante, processato per direttissima

Il controllo non si è però fermato lì. Gli uomini della Mobile hanno esteso la verifica anche all’abitazione e al garage dell’artista. È stato in quel contesto che le dimensioni del caso sono apparse in tutta la loro gravità: chili di hashish e marijuana pronti per essere immessi sul mercato, cocaina in piccole quantità, oltre a denaro contante e sostanze da taglio. Una scoperta che ha confermato i sospetti su un’attività di spaccio ben strutturata e tutt’altro che episodica.

Solo a questo punto è stato reso noto il nome del trapper: si tratta di Michele Corvino, conosciuto dal pubblico come Daytona KK. Trentun anni, già autore di vari singoli e di un album da indipendente, Corvino non è nuovo a problemi con la giustizia, avendo precedenti specifici sempre legati al traffico di droga.

Il bilancio dell’operazione è stato particolarmente significativo: 2,8 chili di hashish, 3,1 chili di marijuana, 8 grammi di cocaina, due etti di sostanza da taglio e oltre duemila euro in contanti. Tutto materiale che, secondo gli inquirenti, testimonia un’attività continuativa e organizzata. L’artista, difeso dall’avvocato d’ufficio Marco Gatti, è stato arrestato e processato per direttissima già nella giornata di ieri.

La vicenda, oltre a sollevare interrogativi sul legame tra certi ambienti della musica urban e il mondo dello spaccio, pone ancora una volta l’accento su un fenomeno che le forze dell’ordine monitorano da tempo. Mentre la carriera musicale di Daytona KK rischia di subire un arresto definitivo, la giustizia farà il suo corso per stabilire le responsabilità di un caso che, al momento, sembra avere prove piuttosto schiaccianti.


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