Lutto nel mondo della musica per la scomparsa del cantante molto conosciuto e apprezzato, venuto a mancare ieri all’età di 68 anni. La notizia si è diffusa rapidamente, suscitando profondo cordoglio non solo tra gli addetti ai lavori, ma soprattutto tra chi lo conosceva personalmente e aveva condiviso con lui un pezzo di vita e di quartiere. Era noto anche per aver lavorato accanto a grandi nomi della canzone partenopea come Mario Merola e Mario Trevi, collaborazioni che avevano segnato in modo importante il suo percorso artistico.
In queste ore sono tantissimi i messaggi di vicinanza che stanno arrivando alla famiglia, segno dell’affetto che circondava l’artista. La sua morte ha colpito in modo particolare Ponticelli, il quartiere napoletano in cui era cresciuto e dove era diventato un punto di riferimento umano e musicale. Qui la sua scomparsa ha commosso l’intera comunità, che lo ricordava non solo per la voce e per le canzoni, ma per la disponibilità e il legame autentico con le persone del posto.
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Lutto nel mondo della musica italiana: addio al cantante
L’amore di Gino Polese per la musica era nato molto presto e non lo aveva mai abbandonato. Fin da giovane il cantante neomelodico aveva iniziato a collaborare con grandi artisti del palcoscenico musicale napoletano, costruendo nel tempo una carriera lunga e coerente, sempre legata alla tradizione melodica partenopea. Un percorso portato avanti con passione e sacrificio, che lo aveva reso una figura riconoscibile e stimata, soprattutto tra chi viveva la musica come espressione di identità e appartenenza.
Il saluto definitivo avverrà oggi, venerdì 9 gennaio, alle ore 16, presso la Chiesa della Madonna di Lourdes, dove amici, familiari e conoscenti potranno stringersi attorno alla famiglia per l’ultimo addio. Nel frattempo, i social si sono trasformati in uno spazio di ricordo collettivo, con parole cariche di nostalgia e dolore. “Questo 2026 è nato proprio male! – si legge in uno dei tanti ricordi sui social – Un altro caro amico ci lascia, un compaesano con cui sono cresciuto, abbiamo tanto giocato e scherzato da ragazzini, lui abitava nel viale Viscardi, ma stavamo insieme a Santa Croce, nel bar di Italuccio di via Napoli, o a volte in viale Margherita. È morto Gino Polese, conosciuto come cantante melodico partenopeo”.

Tra i messaggi emerge anche il lato più intimo dell’artista, legato profondamente alla famiglia. “Aveva un legame affettivo materno come nessuno al mondo – si legge in un altro commento – e aveva occhi lucenti quando aveva annunciato per il 1° dicembre l’uscita della sua ultima opera musicale e canora dal titolo Natale, canzone commovente dedicata proprio alla sua amata mamma, ai suoi genitori”. Parole che raccontano un uomo prima ancora che un cantante, capace di trasformare i sentimenti più profondi in musica.
C’è infine chi sottolinea il vuoto lasciato nel tessuto umano del quartiere. “Ha amato più lui i compaesani ponticellesi – ricorda un altro utente – Mi dispiace moltissimo, passano gli anni e diventiamo sempre più orfani di amici veri e compagni d’infanzia e di gioventù”. Con la morte di Gino Polese se ne va una voce della musica napoletana, ma anche un pezzo di memoria condivisa, fatto di strade, amicizie e canzoni che continueranno a vivere nel ricordo di chi lo ha conosciuto.


