Succede così: prima l’aria cambia, si fa più pesante. Poi quel silenzio strano, come se la città trattenesse il respiro. In pochi minuti il pomeriggio normale diventa un’altra cosa, fatta di rumori secchi, luci spente all’improvviso e persone ferme a guardare fuori, cercando di capire quanto durerà.
Quando la pioggia arriva di colpo e l’acqua inizia a correre lungo i marciapiedi, non c’è tempo per organizzarsi. Si chiudono finestre, si spostano auto come si può, si chiamano parenti e vicini. E intanto, quartiere dopo quartiere, le segnalazioni si moltiplicano: rami giù, strade impraticabili, sottopassi che si riempiono.

Verona, la città travolta in pochi minuti
È a Verona che il maltempo ha mostrato il volto più violento, con un temporale improvviso capace di lasciare dietro di sé danni visibili praticamente ovunque. Tra le zone più colpite viene segnalato Lungadige Panvinio, dove diversi rami sono finiti a terra e la situazione è apparsa critica già dai primi momenti dopo la raffica.

Non è stata solo pioggia: la grandine ha colpito con forza tra centro e periferia, mentre il vento ha fatto il resto. In molte strade, raccontano i residenti, la scena era quella di un dopo-tempesta: alberi piegati, tronchi caduti, detriti ovunque. E con l’acqua che continuava a scorrere, diverse vie allagate sono diventate un ostacolo concreto anche per chi doveva semplicemente tornare a casa.
I danni lasciati dal passaggio di un violento temporale nel Veronese. ⚠️🌩️
— Meteo & Radar (@meteoeradar) May 12, 2026
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Alberi sradicati, auto danneggiate e strade chiuse: il dopo è il momento più difficile
Il bilancio delle ore successive parla anche di veicoli danneggiati, colpiti dalla caduta di tronchi e rami o dalla violenza dei chicchi di ghiaccio. In diversi punti, per motivi di sicurezza, sono scattate chiusure temporanee di strade e deviazioni, mentre le squadre di intervento si sono messe al lavoro per liberare carreggiate e marciapiedi.
Per molti, la vera fatica è iniziata subito dopo: cantine e ingressi invasi dall’acqua, cortili pieni di foglie e pezzi di rami, accessi bloccati. Le operazioni di ripristino proseguono mentre si controllano anche le alberature rimaste in piedi: dopo un passaggio così intenso, il timore è che basti poco per far cedere ciò che è rimasto instabile.


