Si torna a parlare della cosiddetta “tratta delle bianche” nel lavoro della Commissione parlamentare d’inchiesta sulla scomparsa di Emanuela Orlandi e Mirella Gregori. Il tema, uno dei filoni più discussi e controversi dell’intera vicenda, approda ora a un passaggio formale: nella convocazione ufficiale della seduta di martedì 28 aprile compare infatti l’esame della proposta di relazione intitolata “Emanuela Orlandi, Mirella Gregori e la pista delle ragazze scomparse“.
Si tratta del primo vero tentativo della Commissione, presieduta dal senatore Andrea De Priamo, di fissare alcuni punti su una delle piste battute da oltre due anni di lavori. Già nel 2024 lo stesso De Priamo aveva spiegato che l’organismo stava verificando tutte le ipotesi senza privilegiarne nessuna e aveva chiarito: “La fantomatica pista della ‘tratta delle bianche’ – peraltro smentita nel 1987 dall’allora professore Franco Ferracuti il quale spiegò bene l’anacronismo di questa ipotesi – è al centro di una attenta verifica da parte della Commissione e penso sarà una delle prime sulle quali riusciremo a dare qualche elemento”.

La Commissione e la pista delle ragazze scomparse
La relazione in arrivo nasce dentro un filone più ampio, quello delle giovani scomparse a Roma tra il 1982 e il 1983, che la Commissione ha già affrontato anche attraverso audizioni specifiche. In particolare, a novembre scorso l’organismo ha ascoltato l’avvocato Valter Biscotti e Jessica Leone, che hanno riferito su uno studio svolto con Neurointelligence a partire da un rapporto di polizia giudiziaria relativo a 177 ragazze scomparse.
Da quella analisi, secondo quanto emerso in audizione, sarebbero risultate 16 scomparse concentrate tra maggio e giugno 1983, cioè nei mesi in cui sparirono Mirella ed Emanuela. Il passaggio parlamentare di martedì non equivale ancora a una verità definitiva, ma segna un cambio di passo politico e investigativo: la Commissione si prepara infatti a mettere nero su bianco le prime valutazioni su una pista che per anni è rimasta sospesa tra suggestioni, smentite e ricostruzioni parallele.

In altre parole, il dossier sulle ragazze scomparse esce dalla zona grigia delle ipotesi pure e prova a entrare in quella, più impegnativa, delle conclusioni motivate.


