“C’è un rischio concreto”. Covid, Fabrizio Pregliasco: “Solo così possiamo salvare il Natale”

Il governo sta studiando il Super Green Pass: uno strumento per evitare le chiusure generalizzate e premiare i vaccinati. La decisione è attesa per il prossimo giovedì e il tentativo è quello di bloccare la risalita dei contagi e frenare l’avanzare della quarta ondata. Sono state le Regioni, in un incontro lunedì pomeriggio a palazzo Chigi, a insistere per “premiare chi si vaccina”, spingendo l’esecutivo a una stretta fatta di maggiori restrizioni per chi ha deciso di non sottoporsi al ciclo vaccinale.

L’obiettivo dei governatori è chiaro: mantenere sempre aperte per i vaccinati le attività economiche (bar, ristoranti, cinema, teatri, palestre, impianti di sci, negozi) che invece avrebbero in parte limiti di capienza in zona gialla e chiuderebbero progressivamente in zona arancione e rossa. Insomma, la direzione di marcia è chiara. Il certificato verde diventerà un “super green pass”. Vale a dire che non si otterrà più con il tampone per le attività ricreative e il tempo libero (il tampone resterà per poter andare al lavoro e per i servizi essenziali).

fabrizio pregliasco covid salvare natale

Sulla questione del Super Green Pass è intervenuto Fabrizio Pregliasco, virologo dell’Università Statale di Milano e direttore Anpas, ha lanciato un allarme in vista del Natale. “Se il super green pass entrasse in vigore dalla prossima settimana potremmo riuscire a salvare il Natale, se questo accadesse dopo si rischia di non riuscirci. Io però lo introdurrei già da lunedì prossimo” ha detto il virologo che ha proseguito: “Se si dovesse arrivare alla zona arancione purtroppo bisognerà fare restrizioni più ampie per i non vaccinati. Per i vaccinati vanno bene quelle da zona gialla”.


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“Dobbiamo preoccuparci, nel senso che l’Rt che è a 1.21 ed è l’elemento che ci inquieta. C’è una crescita lineare e progressiva che ci permette di gestire incremento dei casi. Tutto intorno a noi c’è una situazione non piacevole, guardiamo alla Slovenia e alla Austria che sono al confine e messe peggio. La situazione non può non preoccuparci, servono ora contromisure”, è stato il commento di Pregliasco che ha fatto riferimento anche al Natale.

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“I vari modelli matematici ci dicono che per l’Italia intorno a Natale ci saranno 30mila casi. Non sono tantissimi grazie a vaccinazioni e si può considerare che non sarà stravolto tutto il sistema sanitario come accaduto nelle precedenti ondate – ha concluso il virologo -. Abbiamo un 10% di popolazione vaccinabile sopra i 12 anni che non si immunizza e abbiamo i bambini sotto i 12 anni che sono un 10% della popolazione totale che non si può vaccinare. Oggi però la variante Delta li coinvolge di più. Sarà anche lì una scommessa per avvicinare i genitori alle vaccinazioni”.