Spread sotto quota 150, è l’ effetto Draghi

Gli esperti lo chiamano “Effetto Draghi”: i mercati si aspettano cioè che la Banca Centrale Europea acquisti titoli privati e pubblici per stimolare l’economia, contro stagnazione e deflazione. Così, nell’attesa di queste misure non convenzionali, cala l’incertezza, insieme allo spread. Stamattina il differenziale tra Btp e Bund è sceso sotto quota 150, toccando anche i 147 e i titoli decennali italiani sono arrivati al minimo storico del rendimento: 2,40%. Intanto, alla prima asta settimanale, il Tesoro è riuscito a raccogliere 3 miliardi di euro per i CTz biennali, riconoscendo agli acquirenti un rendimento dello 0,326%, ancora un minimo storico. La domanda è stata pari a 1,43 volte l’offerta.