C’è un tipo di silenzio che fa più rumore di qualsiasi sirena: quello che resta quando due ragazze spariscono e ogni minuto pesa. In paese e online, la stessa domanda gira in testa a tutti. E mentre le ricerche vanno avanti, un foglio riemerso dal passato sta facendo tremare le mani a chi lo legge.
Al centro della vicenda ci sono Alisya e Sarah Di Giacinto, sorelle di 16 e 12 anni, allontanatesi dalla comunità di Civitella Alfedena lo scorso 7 giugno. Da quel giorno, l’attesa si è trasformata in un’ansia collettiva: familiari, investigatori e volontari incrociano segnalazioni e dettagli, con la cautela necessaria quando si parla di due minorenni. Chi indaga sta lavorando su più livelli: ciò che può essere accaduto quel giorno, ma anche quello che le ragazze stavano vivendo nelle settimane e nei mesi precedenti. Perché, spesso, una sparizione non è un lampo improvviso: è un filo sottile fatto di emozioni, fragilità, desideri e paura.

Nelle ultime ore l’attenzione si è concentrata su alcune lettere scritte dalle due sorelle e ritrovate recentemente. Tra queste, ce n’è una che spicca più delle altre: una missiva datata gennaio e firmata da Alisya. Un testo intimo, personale, che oggi viene riletto con occhi diversi.
In quelle righe, la sedicenne avrebbe espresso con chiarezza il proprio disagio e la preoccupazione per la distanza dagli affetti, raccontando la fatica di vivere lontano da ciò che sentiva “casa”. Parole forti, piene di bisogno e di nostalgia, che descriverebbero un periodo emotivamente complicato. Ma gli investigatori restano prudenti: uno sfogo non è una prova, e una lettera non può spiegare da sola un allontanamento avvenuto mesi dopo. Il punto, ora, è capire se esista o meno un filo che colleghi quel dolore privato a ciò che è successo a giugno.
Intanto sul territorio le operazioni hanno avuto un’accelerazione importante. Nell’area del lago di Barrea sono entrati in azione i Vigili del fuoco del nucleo di Soccorso subacqueo acquatico di Ancona, impegnati in controlli meticolosi nel bacino artificiale. Le ricerche si concentrano sotto il ponte e lungo le sponde, con verifiche sui fondali che richiedono tempo, attenzione e sangue freddo. La zona, complessa per conformazione, viene battuta anche con unità specializzate e personale tecnico: ogni segnalazione viene valutata, ogni traccia controllata. È il tipo di lavoro che non fa rumore ma può cambiare tutto: passare e ripassare gli stessi punti, tornare dove si è già cercato, perché basta un dettaglio fuori posto per dare finalmente un senso a ore e chilometri di vuoto.
Parallelamente, gli inquirenti stanno ricostruendo abitudini, amicizie, spostamenti, piccole routine quotidiane che potrebbero suggerire una direzione. Alisya frequenta l’istituto turistico di Castel di Sangro e avrebbe passioni come la danza e la criminologia. Sarah frequenta la scuola media. Proprio sulla dodicenne si concentra uno degli appelli più accorati. Il padre ha ricordato pubblicamente un elemento importante: Sarah è celiaca. E ha chiesto a commercianti e negozianti di prestare attenzione e segnalare alle forze dell’ordine eventuali acquisti sospetti di prodotti senza glutine.
Un dettaglio pratico, concreto, che in una storia così può diventare decisivo: uno scontrino, un avvistamento, un gesto notato per caso. Le verifiche proseguono senza sosta, con l’unica priorità che conta davvero: ritrovare Alisya e Sarah e ricostruire, passo dopo passo, tutto ciò che è accaduto dal momento della scomparsa.


