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Sorelle scomparse, l’avvistamento choc in paese: cosa è emerso ora

  • Italia

Da tredici giorni a Civitella Alfedena si vive con il fiato sospeso. Ogni volto nuovo, ogni auto che rallenta, ogni frase sentita per caso sembra improvvisamente pesare il doppio. Perché quando due ragazze spariscono nel nulla, anche un dettaglio che prima pareva insignificante può diventare il tassello che cambia tutto.

È in questo clima teso e pieno di domande che nelle ultime ore si è fatta strada una segnalazione che gli investigatori stanno prendendo molto sul serio: il racconto di una commerciante del posto, che ha deciso di presentarsi dai carabinieri e dire ciò che lei e suo marito avevano notato nei giorni precedenti alla scomparsa di Sarah e Alisya, 12 e 16 anni.

Secondo la testimonianza, tutto sarebbe iniziato sabato 16 maggio. Due uomini sarebbero entrati nel locale e si sarebbero fermati vicino al bancone parlando a bassa voce. Poi telefonate, toni agitati, sguardi che controllavano l’ambiente come se stessero aspettando qualcuno o temessero di essere riconosciuti. La donna avrebbe avuto una sensazione precisa, difficile da spiegare ma impossibile da ignorare: qualcosa non tornava. E infatti, sentendosi osservati, i due si sarebbero diretti in fretta verso l’uscita, salendo su un’auto grigio scuro e andando via.


Il dettaglio che rende il racconto ancora più inquietante è che quei due uomini, stando sempre alla testimonianza, si sarebbero ripresentati nello stesso negozio il 18 maggio. A quel punto sarebbe scattata una domanda diretta: perché erano lì, di nuovo?

La risposta, riferita dalla commerciante ai militari, sarebbe stata di quelle che restano in testa: avrebbero detto di trovarsi in zona per “effettuare una perlustrazione del territorio“. Solo dopo la notizia della scomparsa delle due minorenni, la donna e il marito avrebbero collegato i fatti e deciso di allertare subito chi di dovere, tra vigili del fuoco e carabinieri. Intanto sul territorio le operazioni non si sono mai davvero interrotte. Vigili del fuoco, carabinieri, soccorso alpino e volontari stanno battendo una zona ampia e complicata, tra la Camosciara e il lago di Barrea, con attenzione particolare nei pressi del ponte che collega le due sponde del bacino artificiale.

Tra gli elementi finiti sotto la lente degli inquirenti c’è anche un oggetto che potrebbe rivelarsi decisivo: un fermaglio rosso trovato tra la vegetazione e ora al centro di verifiche, perché si sospetta possa appartenere a una delle due sorelle. Nelle ore più difficili, oltre alle ricerche, continuano anche gli appelli. Familiari e associazioni chiedono ai residenti e ai negozianti della provincia di prestare la massima attenzione a eventuali movimenti insoliti e a possibili acquisti “mirati”.

C’è infatti un particolare che potrebbe aiutare a stringere il cerchio: Sarah è celiaca. L’invito è a segnalare eventuali vendite anomale di prodotti senza glutine o richieste sospette. Un dettaglio semplice, ma che in casi come questo può diventare un filo prezioso da seguire, mentre la comunità resta appesa a una sola speranza: ritrovarle.


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