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Sigarette, aumento di 5 euro per ogni pacchetto: perché se ne parla in Italia

  • Italia
Tabaccaio con sigarette: aggiornamento dei listini e nuovi prezzi

La battaglia contro il fumo entra in una nuova fase e lo fa con numeri che stanno già facendo discutere. La campagna per sostenere una proposta di legge d’iniziativa popolare ha infatti raggiunto un traguardo simbolico ma fondamentale: 50mila firme raccolte in pochi mesi. Un risultato che apre ufficialmente le porte al Parlamento, dove ora il testo dovrà essere preso in esame e discusso.

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Dietro questa iniziativa c’è un fronte compatto di realtà impegnate nella lotta contro il cancro e nella prevenzione sanitaria. I promotori della campagna “5 euro contro il fumo” hanno sottolineato con soddisfazione il percorso fatto fino a oggi, parlando di un consenso crescente tra i cittadini. “Siamo orgogliosi del risultato raggiunto in breve tempo, dopo solo circa 4 mesi dal lancio dell’iniziativa”, spiegano in una nota congiunta l’Associazione italiana di oncologia medica, la Fondazione Airc per la ricerca sul cancro e la Fondazione Umberto Veronesi.


In Italia sono poco più del 25% i fumatori

Non si tratta però soltanto di una raccolta firme riuscita. Il passaggio chiave arriva adesso, perché il Parlamento è chiamato a esprimersi su una misura che potrebbe cambiare radicalmente il mercato dei prodotti da fumo e da inalazione di nicotina. Gli stessi promotori lo ribadiscono chiaramente: “Ora chiediamo al Parlamento di discutere e approvare quanto prima la proposta normativa, come già fatto per la legge sull’oblio oncologico che ha avuto il via libera dei due rami del Parlamento in breve tempo”.

Entrando nel merito della proposta, il punto centrale è l’introduzione di una nuova accisa di 5 euro su ogni unità di consumo standard. Una cifra significativa che si andrebbe ad aggiungere alle tasse già esistenti, indipendentemente dal prezzo finale del prodotto. L’obiettivo è duplice: da un lato scoraggiare il consumo, dall’altro generare nuove risorse economiche.

Secondo le stime dei promotori, infatti, il provvedimento potrebbe produrre effetti concreti e immediati. Si parla di una possibile riduzione del 37% del consumo di tabacco, accompagnata da un gettito annuo di circa 800 milioni di euro, fondi che verrebbero destinati direttamente al Servizio sanitario nazionale per rafforzarne le strutture e i servizi.

Il contesto italiano rende il tema ancora più urgente. Attualmente fuma poco meno del 25% della popolazione adulta, un dato che fotografa una diffusione ancora molto ampia del fenomeno. Ma è tra i più giovani che emergono le criticità maggiori: il 7,5% degli studenti tra gli 11 e i 13 anni dichiara di fumare o utilizzare dispositivi elettronici, percentuale che schizza al 37,4% tra i 14 e i 17 anni.

Le conseguenze sulla salute sono ben note e rappresentano uno dei pilastri della campagna. Il fumo è responsabile del 90% dei casi di tumore al polmone e del 50% di quelli alla vescica, senza contare le numerose patologie cardiovascolari e respiratorie collegate, come infarto, ictus, enfisema, asma e broncopneumopatia cronica ostruttiva.

Proprio per questo, le organizzazioni coinvolte insistono sulla necessità di un intervento deciso. I dati, spiegano, “mostrano la necessità di interventi urgenti volti a diminuire il consumo di tabacco”. E la strada indicata è chiara: agire sul fattore economico. “Per ridurre in modo sostanziale il numero dei tabagisti bisogna intervenire sul fattore economico, come è già avvenuto in altri Paesi. Solo il drastico incremento del prezzo di questi prodotti può dissuadere i fumatori, soprattutto i giovani, fra i più esposti ai rischi del fumo”.

A questo punto la palla passa alla politica. La proposta di legge sostenuta da migliaia di cittadini si presenta come uno dei possibili snodi decisivi nella lotta al tabagismo in Italia. Se approvata, potrebbe non solo modificare le abitudini di consumo, ma anche ridefinire il rapporto tra prevenzione, salute pubblica e fiscalità, aprendo un nuovo capitolo nel contrasto a una delle principali cause evitabili di malattia e morte.


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