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“L’ho vista morire”. Sharon Verzeni, svolta dopo 3 settimane dall’omicidio: una testimone si fa avanti

  • Italia

“Fino all’ultimo, Sharon ha cercato disperatamente di chiedere aiuto”. A riferirlo è una donna di 59 anni, residente in via Castegnate a Terno d’Isola, testimone oculare degli ultimi istanti di vita di Sharon Verzeni, la barista uccisa a coltellate poco dopo la mezzanotte del 30 luglio scorso. La donna è già stata ascoltata dai carabinieri, ai quali ha fornito dettagli considerati rilevanti per il proseguimento delle indagini.

Questa è la seconda testimonianza raccolta sull’omicidio di Sharon Verzeni. Nei giorni precedenti, un anziano di 76 anni, che al momento del delitto si trovava sulla terrazza della sua abitazione, è stato interrogato. I carabinieri ritengono che l’uomo avrebbe potuto vedere l’assassino fuggire, ma lui afferma di non aver notato nulla di rilevante quella sera, ed è ora indagato per falsa testimonianza. La famiglia di Sharon aveva lanciato un appello: “Chi ha visto qualcosa parli”.

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Omicidio Sharon Verzeni, una testimone si fa avanti. Già sentita dai carabinieri

La svolta nelle indagini potrebbe arrivare dalla testimonianza della 59enne, residente in una palazzina a due passi dal luogo del delitto. “Stavo guardando la televisione, il volume era basso e le finestre erano aperte perché faceva un caldo terribile – ha raccontato al Corriere della Sera -. All’improvviso ho sentito gridare ‘aiuto, aiuto’, ma non mi sono preoccupata troppo, perché qui capita spesso di sentire schiamazzi. Dopo una pausa, ho sentito di nuovo: ‘aiuto, aiuto’. A quel punto mi sono allarmata, perché la voce era più sofferente.”

Affacciandosi, ha visto Sharon barcollare. Inizialmente, la 59enne non ha compreso cosa stesse accadendo: “Veniva dalla piazza e ho pensato che fosse ubriaca e che stesse male. Era sul lato del mio palazzo. Prima di arrivarci, ha attraversato la strada e ha cercato con la mano di aggrapparsi alla recinzione della villetta al numero 32. Forse cercava di suonare per chiedere aiuto. Ma poco dopo si è lasciata andare”.

Il racconto prosegue con il momento in cui la donna si è resa conto che Sharon era ferita: “Prima è passata una macchina che ha tirato dritto. Poi sono arrivati un ragazzo e una ragazza su una Lancia Y bianca, che hanno chiamato i soccorsi. Sharon ha provato a rialzarsi, ma non ce la faceva. Quando si è girata sul fianco destro, abbiamo visto il sangue. Fino a quel momento, non avevamo capito”.

Come l’anziano, anche la 59enne sostiene di non aver visto né biciclette né persone fuggire a piedi, poiché la sua visuale è parzialmente coperta dagli alberi. La testimone conclude il suo racconto con la descrizione dell’arrivo dell’ambulanza che trasporta Sharon all’ospedale .e poi con la terribile notizia della morte della ragazza arrivata poco dopo.


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