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“Se parli…”. Garlasco, minacce di morte: il biglietto letto in diretta

  • Italia

«L’è mei che te sta ciu». Un messaggio breve, ma dal tono inequivocabile: “è meglio che stai zitto”. Parole che evocano una minaccia e che hanno scosso l’ambiente legale già teso intorno al caso Garlasco. Il biglietto, accompagnato da una croce tracciata a penna, è stato mostrato in diretta televisiva durante la puntata di Mattino 5, la trasmissione di Canale 5 condotta da Federica Panicucci e Francesco Vecchi.

Il clima attorno all’inchiesta, che dopo anni continua a produrre tensioni e sviluppi inaspettati, si è fatto ancora più pesante e proprio oggi, come detto, è stato mostrato il biglietto con minacce di morte a uno dei protagonisti del caso Garlasco, che vede nuovamente indagato Andrea Sempio, uno dei migliori amici di Marco Poggi, fratello della vittima, già finito oggetto di indagine tra il 2016 e il 2017. Le accuse furono poi archiviate dall’allora procura di Pavia guidata all’epoca da Mario Venditti.

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Garlasco, biglietto con minacce di morte a Massimo Lovati

Fabrizio Gallo, l’avvocato che oggi difende Massimo Lovati, ex legale di Andrea Sempio, indagato per omicidio in concorso nella morte di Chiara Poggi è stato ospite di Mattino 5 e ha parlato del biglietto arrivato nello studio legale dell’ex avvocato di Andrea Sempio. Gallo ha spiegato di aver trovato il messaggio «inquietante» e di averlo portato immediatamente all’attenzione dei carabinieri. Secondo il legale, «è una vera e propria minaccia di morte», e non è escluso che potesse essere destinata proprio a lui. «Potrei essere io il destinatario del biglietto», ha detto a Mattino5, aggiungendo che da tempo ha notato comportamenti sospetti: «Ho notato una macchina che mi seguiva. Non voglio rimetterci le penne per difendere Lovati, sono pronto a lasciare l’incarico a uno dei tanti avvocati che si sono fatti avanti».

L’avvocato Gallo ha raccontato di aver ricevuto pressioni e avvertimenti sottili, tutti comparsi dopo che aveva accettato di difendere Lovati, figura già centrale e controversa nella rete di rapporti che circonda Andrea Sempio e la famiglia Poggi. Il messaggio, infatti, arriva in un momento delicatissimo, mentre i legali e gli investigatori cercano di fare chiarezza su nuovi elementi riemersi negli ultimi mesi, tra testimonianze, perizie e ricostruzioni che potrebbero riaprire vecchie piste.

Secondo quanto riferito, la busta è stata trovata tra la posta ordinaria e consegnata a Massimo Lovati pochi giorni fa. Da lì la decisione di mostrarla pubblicamente, prima ancora di consegnarla alle autorità.

Federica Panicucci, nel corso della puntata di Mattino5, ha ipotizzato che quella minaccia possa essere legata alla possibilità che Lovati sappia qualcosa di importante, forse un dettaglio rimasto taciuto per anni e che potrebbe «cambiare l’intera indagine». Un’ipotesi che, se confermata, getterebbe nuova luce su uno dei casi più complessi e mediatici della cronaca italiana.

Lovati, ospite pochi giorni prima a Quarto Grado, aveva parlato con toni fermi del suo passato rapporto professionale con Andrea Sempio: «Se avesse bisogno di me lo riprenderei a braccia aperte». L’avvocato aveva anche chiarito le questioni economiche, spesso oggetto di illazioni: «Io ho ricevuto quanto mi spettava dalla famiglia Sempio nel corso di otto mesi di attività professionale. Andavo a prendere la mia parte, il mio terzo, nello studio Soldani e non ho mai chiesto niente a Sempio, non ho mai avuto rapporti di richiesta di soldi con Sempio».


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