“Fino a 30mila casi al giorno”. Covid, la previsione che spaventa l’Italia: “Ecco quando ci sarà il picco”

Covid, previsioni non buone per Natale: a dirlo a Repubblica à Roberto Battiston. Intervistato dal quotidiano l’astrofisico e direttore dell’osservatorio epidemiologico sul Covid all’università di Trento ha spiegato come richiami a vaccini per i bambini siano la ricetta giusta, ma gli effetti lenti. Parole che arrivano mentre è attesa per oggi, 12 novembre, la relazione settimanale dell’ISS sull’andamento dell’epidemia nel nostro paese che, finora, sta rispondendo meglio alla quarta ondata rispetto ad altri paesi europei.


L’incidenza settimanale dei casi Covid-19, a livello nazionale, continua comunque ad aumentare, attestandosi a 78 casi per 100mila abitanti nel periodo 5-11 novembre, rispetto alla settimana precedente in cui era a 53 casi per 100mila abitanti, secondo dati di flusso del ministero della Salute. Sono i dati riportati nel monitoraggio sull’andamento epidemiologico Covid-19 della Cabina di Regia, comunicati dall’Istituto superiore di sanità (Iss). “Cominciano a essere numeri importanti” sottolinea Roberto Battiston.

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Roberto Battiston: “L’epidemia potrebbe rompere gli argini”

“Se parti basso ci metti tempo a risalire. Ma se hai tanti casi, ogni volta che raddoppi arrivi presto a numeri alti”. Le persone attualmente con il virus sono 106.920, 4mila in più di ieri. Lombardia e Veneto hanno superato i mille casi. Ieri sono cresciuti ancora i ricoveri ordinari (62 in più, 3.509 in totale), mentre c’è un letto di terapia intensiva occupato in meno (422 in totale). “Ogni settimana aggiungiamo un paio di migliaia di casi alla media giornaliera – spiega Roberto Battiston -. Di questo passo arriveremo a 20-30mila a Natale”.


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“L’epidemia – continua Roberto Battiston sulle colonne di Repubblica – è come un fiume in piena che in questo momento scorre veloce e copioso. Non riusciamo a ridurne la portata, ma in Italia al momento ci salviamo perché abbiamo buoni argini. Oltre ai vaccini, abbiamo Green Pass e obbligo di mascherine. Con queste misure, anche le scuole sono restate ai margini dell’epidemia. L’anno scorso invece a ottobre eravamo al finimondo”.

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Argini che però rischiano di entrare fisiologicamente in sofferenza. Conclude infatti Roberto Battiston: “Il freddo, la vita ripartita in modo pressoché normale. Le prime dosi ormai ferme, i vaccini che non offrono una protezione completa, fanno sì che parte dell’acqua superi gli argini e fuoriesca”.