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“Questo posso dirvelo”. Omicidio Sharon, il fidanzato rompe il silenzio dopo il nuovo sopralluogo con i carabinieri

  • Italia
Sharon Verzeni, secondo l'Ansa ipotesi sull'uomo in bicicletta

Sergio Ruocco, il compagno di Sharon Verzeni, è tornato nella casa di Terno d’Isola dove viveva con la compagna uccisa per strada ormai quasi un mese fa. L’uomo ha accompagnato i carabinieri al primo sopralluogo – durato circa un quarto d’ora – nell’abitazione messa sotto sequestro subito dopo il delitto della ragazza, aggredita a Terno d’Isola e uccisa con diverse coltellate.

Il fidanzato Sergio Ruocco al momento “non è indagato” fanno sapere i carabinieri, con una nota diffusa dal Comando Provinciale di Bergamo in cui carabinieri sottolineano che “le motivazioni dell’accesso sono coperte da doveroso riserbo investigativo” ma che Ruocco “ è stato sentito nuovamente come persona informata sui fatti. La sua posizione non è cambiata”.

Sergio Ruocco, primo sopralluogo dei carabinieri nella casa dove viveva con Sharon Verzeni


Sergio Ruocco, primo sopralluogo dei carabinieri nella casa dove viveva con Sharon Verzeni

Dopo il sopralluogo Sergio Ruocco ha parlato ai cronisti fuori dalla casa della famiglia Verezeni a Bottanuco: “Non vi posso dire cosa hanno prelevato, sono cose riservate. Comunque non hanno preso i pc di Sharon: sapevano già cosa prendere. Sono sereno come sempre e sono a disposizione”, ha detto il fidanzato di Sharon ai giornalisti che si trovavano fuori dalla casa.

Sergio Ruocco, primo sopralluogo dei carabinieri nella casa dove viveva con Sharon Verzeni

Nella casa della fmaiglia di Sharon Verenzeni, i carabinieri hanno effettuato un sopralluogo di circa quindici minuti, insieme a loro c’era anche il fidanzato 37enne, che la notte tra lunedì 29 e martedì 30 luglio, quando Sharon è stata accoltellata mentre passeggiava in via Castegnate a Terno d’Isola, il paese di ottomila abitanti della Bergamasca, si trovava in casa.

Sono rimasti all’interno, ma non si sa cosa abbiano prelevato. Vista la rapidità della visita, probabilmente qualcosa che già sapevano, come del resto ha confermato anche il fidanzato della vittima.


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