Procida, quell’atmosfera calma e così letteraria

È uno dei gioielli del Golfo di Napoli, di sicuro la più riservata delle isole al largo della grande capitale del sud. Non è modaiola come Capri né movimentata come Ischia. Procida, in fondo, è ciò che vuole essere: le sue spiagge non disturbano la vita dei borghi dove lo scenario è quello di un’isola che vuole rimanere se stessa.
Dell’isola già si parlò, in epoca classica, con Giovenale, Stazio e Virgilio. Più avanti, nella letteratura volgare, Procida diviene la scena della sesta novella della quinta giornata del Decameron di Giovanni Boccaccio, in cui, sullo sfondo della guerra del Vespro, si narra l’amore di Gian da Procida, nipote di Giovanni da Procida, per la giovane Restituta. Ancora più recente è il romanzo Graziella scritto da Alphonse de Lamartine, (del quale ne è stato tratto l’omonimo film nel 1955), venuto a Procida dalla Borgogna nella prima metà del XIX secolo. Nel XX secolo è invece celebre L’isola di Arturo, una delle maggiori opere di Elsa Morante, scrittrice alla quale è inoltre dedicato un premio letterario, assegnato nell’isola da diversi anni. E poi c’è il cinema: Procida è stata scelta come set cinematografico per un grande numero di film, soprattutto a causa dei suoi panorami e della sua architettura tipica mediterranea. Impossibile dimenticare Il postino, con Philippe Noiret e Massimo Troisi, e Il talento di Mr. Ripley, con Matt Damon.