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“Le gemelle Cappa la odiavano, cosa succedeva davvero”. Chiara Poggi e le cugine retroscena choc

  • Italia

Nella fitta rete di relazioni familiari che gravita attorno al caso di Chiara Poggi, emerge una figura ancora tutta da decifrare: quella delle gemelle Stefania e Paola Cappa, cugine della vittima. Se l’albero genealogico non lascia dubbi — Giuseppe Poggi, padre di Chiara, e Rosaria Maria Assunta, madre delle gemelle, sono fratelli — a rivelarsi controverso è invece il reale rapporto che intercorreva tra Chiara e le due cugine. Un rapporto che, ancora oggi, sfugge a ogni definizione lineare e che si colloca su un crinale ambiguo tra l’apparente normalità familiare e un’inquietante distanza emotiva, fatta di rivalità, gelosie e forse di ostilità taciute.

Rosaria Maria Assunta aveva descritto la frequentazione tra le figlie e Chiara come assolutamente normale. E lo stesso aveva confermato Stefania Cappa in un’intervista agli inquirenti: “Io e mia cugina Chiara avevamo un ottimo rapporto. Nell’ultimo mese ci vedevamo quasi tutti i giorni”, aveva dichiarato con apparente serenità. Ma questa versione è stata clamorosamente smentita da un’altra voce, ben più vicina alla quotidianità di Chiara: quella di un’amica d’infanzia della vittima, Maristella, che aveva dipinto un quadro ben diverso, fatto di freddezza, formali apparizioni festive e sostanziale estraneità.

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Chiara Poggi e le cugine: “La verità sul loro rapporto”

Secondo quanto raccolto dai magistrati e riportato dal quotidiano Il Giorno, la madre di Maristella — ascoltata a sua volta come teste — avrebbe aggiunto ulteriori elementi a sostegno della distanza tra le cugine. “Mia figlia mi ha confidato che Chiara non aveva assolutamente dialogo con le due cugine”, ha riferito la donna. “Chiara era una ragazza studiosa, seria e meticolosa, al contrario delle due gemelle. Mi ha detto che Paola e Stefania erano invidiose della sua laurea, del suo rapporto con Alberto e in generale della sua vita, che loro definivano con la parola ‘successo’”. E ancora: “Durante la festa di laurea di Chiara, le gemelle avevano fatto degli auguri che sembravano poco sinceri e avevano dato l’impressione di corteggiare Alberto. Questo aveva infastidito molto Chiara”.

Un racconto che, se confermato, cambierebbe drasticamente la percezione del contesto familiare attorno alla vittima. Non solo freddezza e distacco, ma anche un potenziale sentimento di invidia, alimentato da confronti espliciti e continui, come quelli che la madre delle gemelle avrebbe fatto tra la brillante nipote e le proprie figlie. “Chiara raccontava a Maristella che la zia Maria Rosa Assunta era invidiosa di lei, perché faceva continui paragoni. E le gemelle, diceva, la ‘odiavano’, anche se lei cercava comunque di mantenere la cordialità”.

Questa nuova narrazione pone interrogativi delicati sulle dinamiche relazionali all’interno della famiglia Poggi. La figura delle due cugine, pur non essendo al momento indagate, assume via via una rilevanza sempre più significativa nelle indagini della Procura di Pavia, che in questa nuova fase sta scavando nei dettagli della vita quotidiana di Chiara, alla ricerca di moventi rimasti finora inesplorati. L’inchiesta, arricchita da nuovi brogliacci e testimonianze, sembra infatti orientarsi verso l’esame dei rapporti personali più intimi della ragazza, con un’attenzione crescente per tutto ciò che, nel tempo, avrebbe potuto alimentare fratture e tensioni latenti.

In questo contesto, le parole della madre di Maristella appaiono cariche di significato: “Quelle erano capaci di tutto”, avrebbe confidato Chiara alla sua amica, secondo quanto riportato. È un’affermazione che, se valutata con attenzione, aggiunge un’ombra inquietante a un quadro che appare ogni giorno più complesso. La cordialità ostentata, i sorrisi di circostanza, le visite improvvise nell’ultimo mese — così descritte da Stefania — potrebbero celare qualcosa di molto diverso: un risentimento silenzioso, un rancore che sfugge agli occhi, ma che ora torna a imporsi al centro delle indagini.


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