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Garlasco, gli sviluppi delle indagini e la ‘linea comune’ tra Sempio e la famiglia Poggi

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Garlasco Poggi Sempio

Il caso Garlasco torna a scuotere l’opinione pubblica con un nuovo sviluppo che potrebbe cambiare radicalmente la lettura di uno dei delitti più discussi degli ultimi vent’anni. La perita del giudice, Denise Albani, ha infatti comunicato via Pec che l’analisi biostatistica eseguita sul DNA rinvenuto sotto le unghie di Chiara Poggi ha prodotto una “piena concordanza”, una corrispondenza che lega l’Ignoto 1 all’aplotipo Y di Andrea Sempio, oggi trentasettenne e indagato per omicidio in concorso. L’esame, condotto su un database di oltre 39.000 aplotipi dell’Europa occidentale, ha individuato la traccia come appartenente alla linea paterna di Sempio. La perizia ufficiale sarà depositata il 5 dicembre, ma l’anticipazione ha già acceso un dibattito destinato a farsi incandescente.

La conclusione di Albani appare potenzialmente dirompente perché si scontra frontalmente con la relazione del 2014 firmata dal professor Francesco De Stefano, un documento che aveva ricoperto un ruolo decisivo nella condanna definitiva di Alberto Stasi. All’epoca, De Stefano aveva giudicato il DNA sotto le unghie di Chiara Poggi come degradato, sostenendo che “il risultato della prima analisi non era stato confermato dalla replica”, un elemento che aveva contribuito a escludere la presenza certa di un altro uomo nella colluttazione mortale. Oggi quella conclusione viene rimessa in discussione, aprendo scenari che fino a pochi mesi fa apparivano ormai preclusi.

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Garlasco, nuova svolta: le reazioni di Sempio e della famiglia Poggi

Secondo le nuove valutazioni, infatti, l’assunto alla base della perizia del 2014 risulterebbe superato, e la presenza di un profilo genetico riconducibile alla linea paterna di Sempio appare statisticamente rilevante. Per la difesa di Stasi e per la Procura di Pavia questo passaggio assume un significato enorme: se nel 2007 fosse stata riconosciuta la presenza del DNA di un altro uomo sotto le unghie della vittima, la sentenza di colpevolezza avrebbe potuto prendere un’altra direzione. È questo l’aspetto che, nella seconda metà della vicenda, riporta a galla interrogativi rimasti irrisolti e alimenta l’idea che il processo possa aver seguito un binario viziato da un presupposto scientifico fragile.

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La reazione di Andrea Sempio, raggiunto dalla notizia delle anticipazioni, è stata immediata ma misurata. Come riportato dal Tempo, il trentasettenne si è detto “amareggiato” per la diffusione dei risultati, ricordando che l’incidente probatorio non è secretato e che avrebbe preferito attendere la formalizzazione del documento. Ha però ribadito di essere certo di poter “dimostrare” la propria “innocenza” grazie al lavoro dei suoi consulenti, lasciando intendere che contestazioni e controanalisi sono già state predisposte per affrontare il nuovo scenario giudiziario.

La famiglia Poggi ha respinto con fermezza le conclusioni della perita Albani, definendole prive di “validità scientifica” e “nulla”. A loro giudizio, un risultato ottenuto “in condizioni di criticità e non consolidato” – soprattutto perché De Stefano “l’ha ripetuto e non ha avuto lo stesso esito” – non può essere considerato un “dato scientifico attendibile”. Per i Poggi, dunque, la nuova pista non incrina minimamente la certezza già espressa nei confronti della responsabilità di Stasi, una convinzione che resta solidissima nonostante le nuove analisi. Per il sito Libero Quotidiano starebbe nascendo una specie di asse contro i pm tra Sempio e i Poggi.

Lo scontro tra interpretazioni scientifiche, vecchi scenari processuali e nuove possibilità investigative riapre così un capitolo che molti credevano definitivamente archiviato. Il deposito ufficiale della perizia, atteso tra pochi giorni, dirà se questo colpo di scena avrà solo valore mediatico o se potrà incidere davvero sulla ricostruzione dell’omicidio di Chiara Poggi. In ogni caso, il caso Garlasco si conferma ancora una volta una ferita aperta, dove ogni nuovo elemento riporta alla superficie un passato che continua a non trovare pace.


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