Non ce l’ha fatta l’escursionista di 73 anni rimasto gravemente ferito nel pomeriggio di giovedì 16 luglio sui sentieri sopra Valstagna, nel Vicentino. L’uomo è morto venerdì 17 luglio all’ospedale San Bortolo di Vicenza, dove era stato ricoverato in condizioni disperate. I medici hanno tentato per ore di salvarlo, ma i traumi riportati nella caduta si sono rivelati troppo gravi e ogni cura si è purtroppo dimostrata inutile.
L’incidente è avvenuto attorno alle 16 in località Cornale, nel territorio comunale di Valbrenta. L’anziano stava risalendo in direzione di Enego insieme a un amico, dopo essere sceso in precedenza lungo il percorso. Durante la salita avrebbe improvvisamente accusato un malore e si sarebbe fermato per riposare. Poco dopo avrebbe perso conoscenza, scivolando dal bordo del sentiero e precipitando per circa sette metri lungo un salto di roccia.

La corsa dei soccorritori e il volo a Vicenza
L’allarme ha fatto scattare una complessa operazione di recupero in una zona impervia. Sul posto sono arrivati gli uomini del Soccorso alpino dei Sette Comuni, affiancati dai colleghi della Pedemontana del Grappa, dall’ambulanza della Croce Rossa e dall’equipe sanitaria dell’elisoccorso. I tecnici hanno raggiunto il ferito e collaborato con il personale medico, che ha immediatamente avviato le prime manovre per stabilizzarne le condizioni.
Il quadro clinico era apparso fin dall’inizio estremamente serio, anche per il sospetto di un grave politrauma. Dopo essere stato immobilizzato, il 73enne è stato sistemato sulla barella e trasportato fino al punto in cui poteva essere recuperato dall’elicottero. L’uomo è stato quindi issato a bordo e trasferito d’urgenza al San Bortolo, dove è entrato nel reparto di rianimazione. Le speranze sono rimaste appese a un filo per tutta la notte.

Venerdì è arrivata la notizia più dolorosa: l’escursionista è deceduto dopo circa un giorno di agonia. Resta da chiarire se la caduta sia stata provocata effettivamente da un improvviso malore, come indicato dalle prime ricostruzioni. Il dramma avvenuto sui sentieri di Valstagna riaccende l’attenzione sui rischi delle escursioni estive: caldo, affaticamento e problemi fisici improvvisi possono trasformare in pochi secondi una passeggiata in montagna in una tragedia.


