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“È la decisione della famiglia”. Evan Delogu, l’annuncio sui funerali del fratello di Andrea

  • Italia

Una comunità intera, sconvolta dal dolore, si prepara a dare l’ultimo saluto a un ragazzo descritto da tutti come pieno di vita e di sogni. La tragedia avvenuta a Bellaria Igea Marina ha lasciato attoniti amici, conoscenti e semplici cittadini che, sin dalle prime ore successive all’incidente, hanno voluto manifestare la propria vicinanza alla famiglia con fiori, messaggi e presenze silenziose davanti al luogo dello schianto. Lì dove Evan Oscar Delogu ha perso la vita, si è formato un piccolo altare improvvisato: candele, fotografie, biglietti scritti da mani tremanti, segno di un affetto sincero che va oltre la conoscenza personale.

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Le indagini sulla dinamica dell’incidente proseguono, ma al momento resta la constatazione di una fatalità che ha spento troppo presto una giovane esistenza. I racconti di chi lo conosceva restituiscono l’immagine di un ragazzo determinato, con la testa sulle spalle, capace di affrontare ogni giorno con entusiasmo e dedizione. Aveva appena diciotto anni, ma già mostrava quella maturità che lo distingueva tra i coetanei.


Evan Delogu, l’annuncio della famiglia

Venerdì 31 ottobre, alle ore 15, al cimitero di Bellaria, si terranno i funerali di Evan Oscar Delogu. A dare la notizia è stato il padre, Walter Delogu, con un post intriso di commozione: “Per chi vorrà fare l’ultimo saluto al mio bambino, il funerale si farà domani alle 15 al cimitero di Bellaria”. Si prevede un afflusso numeroso di persone: amici di scuola, colleghi del lavoro estivo, insegnanti e conoscenti della famiglia, uniti nel dolore per una perdita che tocca nel profondo l’intera comunità.

Walter Delogu — noto anche per essere stato l’autista di Vincenzo Muccioli nella comunità di San Patrignano — ha voluto ricordare il figlio con parole di struggente dolcezza: “Mio figlio era un angelo. Studiava all’Alberghiero, si allenava in palestra, lavorava d’estate al bagno 75 e non ci ha mai chiesto un euro. Non beveva, non fumava… Io lo prendevo in giro dicendogli che era un talebano o un angelo. Ora ho capito chi eri davvero”.

Un ricordo che trasmette amore e dolore insieme, quello di un padre che cerca conforto nei gesti quotidiani del figlio: “Ha da sempre lavorato, si comprava tutto con il suo stipendio, pure quella maledetta moto. Mi aiutava a tradurre articoli dall’inglese per le conferenze che faccio nelle scuole. Era un ragazzo buono, pulito, generoso”. Poi, l’ultimo messaggio, il più toccante, rivolto direttamente a Evan: “Ho dormito nel tuo letto stanotte, perdonami. Ti abbraccia la mamma e tua sorella. La tua amata moto la venderò, non riuscirei più a vederla. A presto amore, tra non molto ti raggiungerò e rideremo insieme, come sempre”.

Parole che hanno commosso centinaia di persone e che continuano a diffondersi sui social come un abbraccio collettivo. Bellaria, venerdì, si fermerà per lui: per quel ragazzo che amava la vita, la famiglia e la libertà. Un ultimo saluto che sarà carico di lacrime, ma anche di gratitudine per aver incrociato, seppur per poco, un’anima così luminosa.


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