Ci siamo passati tutti: giornate che sembrano non finire mai, asfalto che “cuoce”, notti appiccicose in cui anche il lenzuolo dà fastidio. E quando finalmente immagini che qualcosa cambi, ecco che l’estate rilancia. Perché la tregua, stavolta, rischia di arrivare con un conto da pagare.
Dopo il caldo record di fine giugno, l’Italia sta per entrare in una fase più instabile: le temperature proveranno a scendere, sì, ma con un’insidia che mette in allerta molte zone. A spiegare cosa sta succedendo (e cosa potrebbe succedere a breve) è Bernardo Gozzini, meteorologo e direttore del laboratorio Lamma. Il primo segnale sarà un calo termico graduale. Tra martedì e mercoledì, racconta Gozzini, si passerà dai picchi recenti di 38 gradi a valori ancora pesanti, intorno ai 34-35. Insomma: meno rovente, ma tutt’altro che fresco.
La svolta più netta potrebbe arrivare giovedì, quando in alcune zone si potrebbe scendere sotto i 30 gradi. Ed è proprio qui che scatta il campanello d’allarme: quando l’aria cambia all’improvviso e l’atmosfera resta carica di energia e umidità, il rischio non è la pioggia “di sollievo”, ma quella che fa paura.
Secondo il meteorologo, lo scenario tipico è quello dello scontro tra aria più fredda in quota e un’aria ancora bollente al suolo, resa ancora più instabile dall’umidità accumulata dopo giorni di forte evaporazione. Tradotto: temporali molto forti, anche violenti.

Le zone da tenere d’occhio sarebbero soprattutto Alpi e Appennino centrale, con un’attenzione particolare tra Toscana, Umbria e Abruzzo. Le prime avvisaglie, dice Gozzini, si sono già viste in Piemonte, anche nell’area di Torino. E se qualcuno sperava in una “ripartenza” più mite, c’è un’altra notizia che pesa: la pausa potrebbe durare poco. Dopo il 2 luglio, le temperature sono previste nuovamente in aumento: sopra i 30 gradi già da sabato, con valori verso 33-34 da domenica.
Non sarebbe un’ondata eccezionale come quella appena vissuta, ma basterebbe a confermare un luglio in modalità estate piena. Anche perché l’anomalia di fine giugno non è stata solo nei numeri, ma nella durata: oltre dieci giorni con punte fino a 38 gradi, contro una media stagionale che si aggira sui 29-30. C’è poi la frase che colpisce più di tutte, perché parla di memoria e quotidianità. “Le nostre estati hanno guadagnato 2 gradi rispetto a cinquant’anni fa”, osserva Gozzini, spiegando che le altre stagioni non stanno correndo alla stessa velocità. E questo, alla fine, cambia proprio il modo in cui viviamo.

Il meteorologo porta un esempio che sa di nostalgia: a Firenze, da ragazzi, si andava al cinema all’aperto e con il biglietto “ti davano la coperta”. Per tornare in motorino serviva il giubbotto. Oggi sembra quasi un racconto di un altro Paese, non solo di un altro tempo. Le proiezioni a medio termine continuano a indicare temperature sopra la norma e nuove possibili fiammate. Le analisi citate da Gozzini, tra Météo France e il centro europeo per le previsioni, vedono ancora afflussi di aria calda dall’Africa, mentre l’anticiclone delle Azzorre, un tempo più presente, sembra sempre meno capace di “mettersi in mezzo” in modo stabile.
Non è escluso che si possa tornare verso i 36 gradi, soprattutto sull’Europa occidentale e sul Nord Italia, mentre il Sud potrebbe risultare a tratti più riparato. Ma il vero tema, quello che sfinisce, arriva quando cala il sole: le notti sempre più calde. Il mare, che una volta mitigava, ora fa fatica a rinfrescare. “Neanche d’inverno l’acqua si è davvero raffreddata e oggi il Tirreno ha circa 5 gradi oltre la norma”, sottolinea Gozzini. Risultato: meno recupero notturno, più stress per l’organismo, soprattutto in città e per le persone fragili.
E mentre i fenomeni estremi come temporali violenti e alluvioni impressionano per la loro forza immediata, il meteorologo ricorda un dato che fa riflettere: in termini di impatto e vittime, le ondate di calore possono essere ancora più pesanti, perché colpiscono intere nazioni e mettono in difficoltà soprattutto anziani e malati. E l’estate, sempre più spesso, sembra davvero una stagione da cui difendersi.


