Nuovo scossone sul delitto di Garlasco. Gli audio inediti annunciati nelle scorse settimane dalla criminologa Roberta Bruzzone sono stati effettivamente depositati alla Procura generale di Milano. A renderlo noto è stato lo studio legale Gasperini Fabrizi di Roma, che ha parlato di materiali sonori relativi a “condotte suscettibili di assumere rilievo nell’ambito della nuova indagine concernente il delitto di Garlasco”. Una mossa che rimette pressione su un fascicolo già tornato da mesi al centro dell’attenzione pubblica.
Il deposito, secondo quanto spiegato nella nota dei legali, non è arrivato da solo ma sarebbe stato accompagnato da “una articolata ricostruzione, finalizzata a contestualizzare il significato dei suddetti materiali e a definirne la possibile rilevanza”. Restano però molti punti ancora coperti dal massimo riserbo. Lo studio, infatti, non ha chiarito pubblicamente per conto di chi sia stato presentato l’esposto e, contattato dalle agenzie, ha fatto sapere di non poter “rilasciare altre dichiarazioni”.

Gli audio, la Procura e il nuovo fronte dell’inchiesta
Secondo le ricostruzioni emerse nelle ultime ore, si tratterebbe proprio dei file audio di cui Roberta Bruzzone aveva parlato in tv, facendo riferimento a presunti tentativi di interferenza o pressione sulla nuova indagine che ruota attorno al nome di Andrea Sempio. In alcune sintesi giornalistiche vengono citati anche Stefania Cappa e Michele Bertani, ma il contenuto preciso dei materiali non è stato reso pubblico. Nella nota, i legali spiegano infatti che, per “ragioni di tutela del segreto investigativo e nel pieno rispetto dell’attività dell’Autorità Giudiziaria procedente”, “il contenuto degli audio e dell’esposto non potrà essere oggetto di divulgazione mediatica da parte di questo Studio ivi comprese formulazioni di ipotesi a riguardo”.

Ora la palla passa alla Procura generale di Milano, che ha funzioni di vigilanza sugli uffici requirenti del distretto, tra cui la Procura di Pavia, impegnata da oltre un anno nella nuova inchiesta sul delitto di Chiara Poggi. È su questo punto che il caso si fa delicatissimo: in linea teorica la Procura generale può esercitare poteri di avocazione, ma si tratta di una strada che normalmente si percorre solo in casi specifici, ad esempio in presenza di inerzia investigativa. Diversamente, se dall’esposto dovessero emergere eventuali ipotesi di reato, il materiale verrebbe trasmesso alla Procura ordinaria territorialmente competente.
Al momento, comunque, da quanto risulta nelle prime ricostruzioni, la Procura generale milanese non avrebbe ancora esaminato il contenuto dell’esposto appena annunciato. Ma il solo deposito degli audio basta già a riaccendere il caso e a spostare di nuovo i riflettori su una vicenda che, a quasi vent’anni dall’omicidio, continua a produrre colpi di scena, ombre e nuovi fronti di battaglia. Il giallo di Garlasco, insomma, non smette di allargarsi.


