Liliana Resinovich, è giallo sulla frattura vertebrale riscontrata sul corpo delle donna. Frattua alla vertebra è stata recentemente il motivo di uno scontro fra la difesa di Sebastiano Visintin, il marito di Liliana indagato per l’omicidio della moglie (la difesa non esclude che quella frattura sia stata procurata nel momento del ritrovamento del cadavere) e i consulenti dei familiari, di parere contrario. Nei giorni scorsi erano emerse delle novità. Durante la prima autopsia sul corpo di Liliana Resinovich, il tecnico che ha esaminato il cadavere potrebbe “aver procurato la frattura alla vertebra” emersa nel secondo esame autoptico.
E’ quanto sostiene il preparatore anatomico che l’11 gennaio 2022, nella sala anatomica dell’obitorio di via Costalunga a Trieste, partecipò alle operazioni. Parole che hanno immediatamente scatenato un dibattito e fatto alzare la voce alla famiglia della donna.

Liliana Resinovich, nuove accuse da parte del fratello Sergio
Sergio Resinovich, fratello di Liliana, è stato netto: “È inaccettabile che una persona si presenti dopo anni dicendo di aver provocato una lesione così importante. O lo si rimuove subito dall’incarico, o si proceda penalmente”. A fargli eco è stata Silvia Radin, cugina della vittima, che durante la stessa trasmissione ha definito la dichiarazione del tecnico “un insulto all’intelligenza”. “Credo che tutte queste cose che stanno emergendo servano solo a depistare. Liliana è stata picchiata e uccisa. Tutto il resto serve solo a confondere le acque”.

A sostenere la famiglia c’è anche il professor Vittorio Fineschi, medico legale: “Servirebbe una forza notevole, come una caduta violenta o un impatto diretto. Non basta certo spostare un corpo. In tutta la mia carriera, mai vista una frattura provocata in queste circostanze”.

A suo giudizio, è più plausibile che la lesione fosse presente già al momento del ritrovamento e che sia stata sottovalutata, o peggio, non segnalata. Nei prossimi giorni la situazione sarà più chiara, intanto il giallo ed i dubbi restano.


