Vai al contenuto
Questo sito contribuisce alla audience di

Lutto nella musica italiana, addio a un punto di riferimento per diversi grandi cantanti

  • Italia

La musica italiana perde uno dei protagonisti più raffinati e meno appariscenti della sua storia recente. Un artista capace di lasciare un segno profondo dietro le quinte, contribuendo alla nascita di arrangiamenti, colonne sonore e produzioni che hanno accompagnato alcuni dei più grandi nomi del panorama nazionale. La notizia della sua scomparsa, avvenuta all’età di 74 anni, ha suscitato grande commozione tra musicisti, allievi e appassionati.

>> Chi l’ha visto, uscito il nome bomba della Rai dopo l’addio di Federica Sciarelli. “Perché proprio lei”

Originario di Napoli, aveva costruito una carriera lunga decenni, distinguendosi come compositore, pianista, tastierista e direttore d’orchestra. La sua formazione affondava le radici negli studi al Conservatorio e in una straordinaria passione coltivata fin da ragazzo. Nei primi anni Settanta prese parte alla nascita dei Batracomiomachia, una delle esperienze musicali che anticiparono il fenomeno del Neapolitan Power, condividendo quel percorso con artisti destinati a diventare simboli della musica partenopea come Pino Daniele, Rino Zurzolo, Enzo Avitabile e Rosario Jermano.


L’eredità di un protagonista del Neapolitan Power

Nel corso della sua carriera il musicista instaurò un rapporto artistico particolarmente intenso con Pino Daniele, contribuendo in modo significativo alla realizzazione dell’album “Ferryboat”, dove lavorò come arrangiatore. Dopo la morte del cantautore, aveva pubblicato sui social una fotografia che li ritraeva insieme nello studio di Formia, accompagnandola da un ricordo rimasto nel cuore dei fan: “Qui eravamo nel tuo studio di Formia per registrare l’orchestra in ‘Quaccosa’. Eri così contento di come fu realizzato!? Registrammo anche un altro brano che però non fu mai pubblicato per motivi di spazio. Ti voglio ricordare così, con l’allegria e quell’ironia tipica del tuo modo di fare”.

Paolo Raffone, musicista che ha saputo attraversare generazioni mantenendo sempre uno stile riconoscibile e una profonda sensibilità artistica, ci ha lasciati per sempre. Oltre all’attività di arrangiatore e compositore, è stato anche un apprezzato docente del Conservatorio di San Pietro a Majella di Napoli, dove ha insegnato Analisi, Armonia ed Elementi di Composizione, formando numerosi giovani musicisti.

La sua scomparsa è stata ricordata con un messaggio ufficiale proprio dall’istituto napoletano, che ha voluto rendere omaggio al maestro con parole di grande affetto: “Ci lascia il M° Paolo Raffone, per lunghi anni docente del Conservatorio di San Pietro a Majella. Il Direttore, il Presidente, il corpo docente e il personale amministrativo partecipano al dolore della famiglia”. Un tributo che testimonia quanto fosse stimato non solo come artista, ma anche come insegnante e punto di riferimento per intere generazioni.

Il legame con Pino Daniele è rimasto forte anche negli anni successivi grazie al progetto “Pino Daniele Opera”, realizzato insieme all’interprete Michele Simonelli. L’iniziativa aveva l’obiettivo di riproporre i grandi successi del cantautore attraverso nuovi arrangiamenti pensati per un ensemble da camera composto da nove elementi e diretto dallo stesso Raffone. Inoltre, il musicista compare anche nel film biografico “Je so’ pazzo”, prodotto da Rai Cinema, dove viene interpretato dall’attore Matteo Trapanese.

La carriera di Paolo Raffone non si è però limitata alla collaborazione con Pino Daniele. Il suo talento lo ha portato a lavorare anche al fianco di Enrico Ruggeri, curando la direzione degli arrangiamenti orchestrali dell’album “Contatti” del 1989. Importante anche il sodalizio con la Nuova Compagnia di Canto Popolare, per la quale realizzò gli arrangiamenti di diversi brani contenuti nell’album “Medina” del 1992, tra cui “Mare Nostrum”, “Quando Fernesce ‘A Guerra”, “Terra Bruciata” e “Stella D’Argiento”.

Tra le collaborazioni più significative figura infine quella con Edoardo Bennato, per il quale firmò la rielaborazione teatrale dei brani di “Sono Solo Canzonette” destinati al musical di “Peter Pan”. Grazie al suo lavoro, canzoni iconiche come “Il rock di Capitan Uncino”, “La fata” e “L’isola che non c’è” hanno trovato una nuova veste scenica, confermando il ruolo di Paolo Raffone come uno degli arrangiatori più autorevoli della musica italiana, capace di lasciare un’eredità artistica destinata a durare nel tempo.


Caffeina Logo Footer

Caffeina Magazine (Caffeina) è una testata giornalistica online.
Email: [email protected]

facebook instagram pinterest
powered by Romiltec

©Caffeina Media s.r.l. 2026 | Registrazione al Tribunale di Roma n. 45/2018 | P. IVA: 13524951004


Hai scelto di non accettare i cookie

Tuttavia, la pubblicità mirata è un modo per sostenere il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirvi ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, sarai in grado di accedere ai contenuti e alle funzioni gratuite offerte dal nostro sito.

oppure