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Garlasco, la mamma di Chiara Poggi parla di Sempio: “Me lo ricordo bene”

  • Italia

Per anni il delitto di Garlasco è rimasto cristallizzato in una verità giudiziaria che sembrava definitiva. Eppure oggi, a distanza di tempo, qualcosa si muove di nuovo tra carte, intercettazioni e nuove letture degli elementi già acquisiti. È proprio in questo spazio, sospeso tra passato e presente, che si inseriscono gli ultimi sviluppi di un’inchiesta che continua a dividere opinione pubblica ed esperti.

>> Garlasco, Marco Poggi: l’intercettazione con il padre che fa crollare la versione ufficiale

Le nuove indagini riaprono interrogativi mai del tutto sopiti, riportando al centro della scena nomi, testimonianze e soprattutto dettagli che, riletti oggi, assumono un peso completamente diverso. Tra questi, spiccano alcune dichiarazioni e intercettazioni che riguardano la frequentazione della casa di Chiara Poggi, un punto che potrebbe rivelarsi più cruciale di quanto si fosse immaginato.


Garlasco, le intercettazioni della madre di Chiara Poggi

Il quadro attuale delle indagini si concentra proprio su queste discrepanze. Da una parte c’è la versione fornita da Andrea Sempio, che ha sempre sostenuto una presenza costante nell’abitazione della famiglia Poggi. Dall’altra, però, emergono testimonianze che sembrano ridimensionare fortemente questa frequentazione, creando una frattura narrativa che gli inquirenti stanno analizzando con estrema attenzione.

A sottolineare questo punto è anche Elisabetta Aldrovandi, legale inserita nel team difensivo di Alberto Stasi, che evidenzia: “Sempio è l’unico che dice: ‘Io ero lì tutti i giorni, dall’informativa emerge che in realtà non fosse così”. Una frase che riassume perfettamente il nodo centrale della questione: quanto era davvero presente Sempio in quella casa?

Le intercettazioni familiari offrono uno spaccato ancora più complesso. Il padre di Chiara, infatti, afferma senza esitazioni: “Me lo chiederanno sicuro, ma io dirò: ‘Guardi che io Sempio a casa mia non l’ho mai visto, se fosse venuto con mio figlio ero a lavorare, quando io tornavo dal lavoro non c’era più. Capra (un altro amico, ndr) può darsi che sia venuto qualche volta dentro casa, ma Sempio no”. Una dichiarazione netta, che sembra escludere una frequentazione diretta e visibile.

Diversa, ma comunque significativa, è la versione della madre: “Le uniche persone che ho visto portarsi presso la mia abitazione utilizzando una bicicletta sono raramente Sempio Andrea, Freddi Roberto, Biasibetti Alessandro, Cappa Mattia, gli amici di mio figlio li ho visti quasi sempre di pomeriggio”. Parole che non negano completamente la presenza, ma la collocano in un contesto sporadico, lontano dall’assiduità dichiarata dal diretto interessato.

A rafforzare questo scenario intervengono anche le testimonianze degli amici. Biasibetti racconta: “per giocare ai videogame nel salottino al piano terra. Sono stato anche in cucina, in salone dove c’era il caminetto, al piano di sopra sarò stato una volta, non sarei in grado di descriverlo. Sarò stato in camera di Marco uno o due volte”. Mattia Capra aggiunge: “Frequentavo casa Poggi per giocare ai videogame, andavamo nel salottino piccolo al piano terra, nella sala principale, può essere capitato raramente che andassi nella camera di Marco, mentre nella camera di Chiara ancora meno”. E infine Roberto Freddi precisa: “Giocavamo nel salottino, era difficile andare al piano superiore. Assolutamente mai capitato di andare in camera di Chiara per vedere qualcosa sul PC”.

Ed è proprio qui che emerge un dettaglio destinato a far discutere: nessuno di loro menziona mai la cantina. Un’assenza che pesa, soprattutto alla luce di un elemento investigativo preciso. Come osservato anche in trasmissione, “Nessuno di loro cita la cantina, è importante perché sul muro della scala che permette di raggiungerla c’è l’impronta 33. Evidentemente l’assassino ci è andato quel giorno”. Una frase che riapre scenari inquietanti e suggerisce che proprio quel luogo, finora rimasto ai margini dei racconti, possa nascondere una chiave decisiva per comprendere cosa sia accaduto davvero.


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