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Anna Maria Franzoni, nuova vita fuori dal carcere a 23 anni da Cogne. Il marito, i figli e la villetta

  • Italia

Il 30 gennaio del 2002, nella tranquilla frazione di Montroz, a Cogne, in Valle d’Aosta, si consuma un delitto che scuote l’Italia intera. Samuele Lorenzi, un bambino di tre anni, viene trovato privo di vita nel lettone dei genitori, colpito ripetutamente alla testa con un oggetto mai ritrovato. Fin da subito, le circostanze appaiono anomale: la madre, Annamaria Franzoni, unica presente in casa al momento del delitto, racconta di aver trovato il figlio insanguinato dopo averlo lasciato solo per pochi minuti. Parla di un possibile intruso, ma le indagini e le perizie tecniche portano rapidamente a una svolta clamorosa.

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Il processo che ne segue diventa un evento mediatico senza precedenti. La figura di Annamaria Franzoni divide l’opinione pubblica, tra chi la considera vittima di un errore giudiziario e chi è convinto della sua colpevolezza. Alla fine, sarà proprio la madre a essere condannata: prima a 30 anni, poi a 16 in appello, pena ridotta successivamente a 11 per indulto e buona condotta. Le tracce ematiche rinvenute sul suo pigiama e sulle ciabatte, incompatibili con il racconto dell’aggressione esterna, diventano decisive. Dopo anni di detenzione, Franzoni è tornata libera nel 2018, ma la notizia è trapelata solo mesi più tardi, nel febbraio 2019.


Annamaria Franzoni, cosa fa oggi

Da allora, la donna ha cercato di ricostruirsi una vita lontano dalla ribalta, assieme al marito Stefano Lorenzi. I due si sono stabiliti a Monteacuto Vallese, in provincia di Bologna, dove gestiscono un agriturismo. È una nuova esistenza, fatta di discrezione e quotidianità, lontana dai microfoni e dalle telecamere che per anni hanno seguito ogni loro gesto. La scelta di trasferirsi lì rappresenta un ritorno alle origini: Franzoni è infatti originaria di quella zona. E anche se le cronache non parlano più di lei come un tempo, ogni sua apparizione continua a suscitare attenzione e commenti, come accaduto in occasione del Capodanno 2022, quando è stata avvistata nei pressi della villetta di Cogne.

La casa in cui è avvenuto l’omicidio ha attraversato vicissitudini legali non indifferenti. A causa di debiti contratti con l’avvocato Carlo Taormina, la villetta aveva rischiato l’asta, ma alla fine è tornata nella disponibilità della famiglia. Un bene ingombrante, carico di memoria e tragedia, che resta nell’immaginario collettivo come il simbolo di un mistero che, per molti, non ha mai trovato una spiegazione pienamente convincente.

Nonostante il desiderio di anonimato, il nome di Annamaria Franzoni continua a riemergere, di tanto in tanto, nei dibattiti televisivi, nella musica popolare e persino nel marketing più cinico. Il caso di Cogne ha lasciato un segno profondo nella coscienza collettiva italiana, un marchio difficile da cancellare. La sua forza mediatica persiste ancora oggi, tanto da essere oggetto di un nuovo approfondimento nel programma “Il caso”, condotto da Stefano Nazzi su Rai3, che promette di riportare alla luce dettagli e domande mai del tutto sopite.


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