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“Inferno a 45°”. Meteo Italia, arriva la terza ondata di caldo: le zone più colpite

  • Italia

Negli ultimi anni il clima ha cambiato volto e ciò che un tempo veniva considerato eccezionale sta diventando sempre più frequente. Le estati italiane sono ormai caratterizzate da temperature elevate per periodi prolungati, con giornate che superano abbondantemente i 35 gradi anche in assenza di vere e proprie ondate di calore. Un quadro che, secondo gli esperti, rappresenta una nuova realtà con cui cittadini e istituzioni dovranno fare i conti.

La vera preoccupazione, infatti, non riguarda soltanto i picchi estremi che possono toccare i 40°C, ma anche l’aumento costante delle temperature medie. Quello che fino a pochi decenni fa era un valore eccezionale oggi viene percepito quasi come normale, segno di un cambiamento climatico sempre più evidente e difficile da ignorare.

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La nuova normalità delle estati italiane, si arriva a 45 gradi

Secondo Lorenzo Tedici, meteorologo responsabile media de iLMeteo.it, il caldo anomalo è ormai presente anche quando non è in corso una vera ondata di calore. Se circa trent’anni fa una tipica giornata estiva di giugno faceva registrare massime comprese tra 30 e 32°C, oggi la situazione è profondamente diversa.

L’esempio di Milano fotografa bene questa trasformazione: i valori massimi di luglio sono passati dai circa 33°C registrati alla fine del secolo scorso agli attuali 37°C. Un cambiamento che rende le estati odierne molto diverse da quelle vissute fino a pochi decenni fa. Gli esperti evidenziano inoltre come dal 2014 il riscaldamento globale abbia subito una forte accelerazione, con l’Europa diventata l’area del pianeta che si scalda più rapidamente, a una velocità doppia rispetto alla media mondiale.

Tra le cause vengono indicate la crescente influenza delle masse d’aria subtropicali provenienti dal Sahara, unite al rapido scioglimento dei ghiacciai alpini e di quelli presenti in Groenlandia e nell’Artico. Fenomeni che stanno modificando in maniera significativa la circolazione atmosferica e rendendo sempre più frequenti le fasi di caldo intenso.

Archiviata la consapevolezza che anche la “normalità” è ormai bollente, l’Italia si prepara ad affrontare la terza ondata di calore del 2026, destinata a protrarsi almeno fino al 20 luglio. Nei primi giorni, tuttavia, la situazione sarà diversa rispetto alle attese.

Il cuore dell’aria rovente interesserà soprattutto la Francia, dove sono previste diffuse punte di 40°C, con il rischio di vivere una delle estati più calde mai registrate nel Paese. In Italia, invece, l’anticiclone africano verrà temporaneamente disturbato dall’arrivo di infiltrazioni di aria più fresca in quota provenienti dalla Spagna.

Questa piccola breccia nello scudo anticiclonico favorirà la formazione di temporali, inizialmente lungo l’Appennino centro-meridionale fino a venerdì e successivamente, tra venerdì sera e sabato, anche sulle regioni del Nord e sulla Pianura Padana, dove localmente potranno verificarsi rovesci di forte intensità.

Terminata questa breve parentesi instabile, il caldo tornerà però a rafforzarsi rapidamente. I modelli meteorologici indicano che già tra domenica e l’inizio della prossima settimana la Sardegna sarà la prima regione a sperimentare valori estremi, con temperature comprese tra 43 e 45°C.

Nelle aree interne del sud-ovest dell’isola, tra lunedì e mercoledì, è prevista per la prima volta una condizione biometeorologica classificata come straordinaria, definizione scientifica utilizzata nella meteorologia medica per indicare situazioni di elevato rischio per la salute a causa di afa intensa e condizioni quasi asfissianti. In questi casi viene raccomandato di evitare le uscite durante le ore più calde e umide della giornata.

Da mercoledì 15 luglio è atteso soltanto un lieve miglioramento, mentre un nuovo e più intenso picco di calore potrebbe arrivare già da venerdì 17 luglio. A differenza delle prime due ondate dell’anno, concentrate soprattutto sul Centro-Nord, questa volta anche il Sud Italia sarà pienamente coinvolto dall’espansione dell’anticiclone africano.

Per quanto riguarda le previsioni dei prossimi giorni, giovedì 9 luglio il tempo sarà in prevalenza soleggiato su tutta la Penisola, con caldo intenso, qualche acquazzone sui rilievi del Centro e isolati rovesci in montagna al Sud. Venerdì 10 luglio sono previsti temporali sulle Alpi con possibile estensione alle pianure del Nord, mentre il Centro-Sud continuerà a fare i conti con sole e temperature elevate. Sabato 11 luglio l’instabilità interesserà ancora il Nord con temporali sparsi da ovest verso est, mentre il resto d’Italia resterà dominato dal caldo. La tendenza indica infine un’ulteriore intensificazione delle temperature tra domenica e lunedì, con il primo picco di 43°C in Sardegna destinato a essere soltanto l’inizio della nuova fase rovente.


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