Guerra, il Grande Fratello israeliano “se ne frega”

The show must go on. E’ quello che sta accadendo con la sesta edizione del Grande Fratello israeliano. La casa di produzione Keshet , infatti, ha deciso che “HaAh HaGadol”, questo il nome del programma, deve andare avanti, nonostante lo scorso 8 luglio sia scoppiata la guerra. Lo show, iniziato lo scorso 14 maggio, era proseguito come se non stesse succedendo nulla, e i 15 concorrenti non erano nemmeno stati informati di cosa stesse accadendo al di fuori della casa. Il pubblico, però, ben presto si è allontanato dalla trasmissione che ha visto diminuire in maniera considerevole gli ascolti. Da qui è nata l’idea di rendere il conflitto parte integrante dello show. La casa è stata, quindi, dotata di un bunker, un rifugio antibombe accessibile direttamente dall’abitazione, in cui i protagonisti del reality possono rifugiarsi al suono delle sirene che, nell’ultima settimana, sono già suonate due volte. La guerra non ferma il Grande Fratello israeliano„Le polemiche ovviamente non mancano, ma alle accuse di migliaia di israeliani (e non solo) di mettere a repentaglio la vita dei concorrenti pur di non sospendere una trasmissione televisiva, il vicepresidente di Keshet ha risposto: “Il pubblico apprezza la distrazione che gli offre il nostro programma. Per questo, nonostante la situazione, stiamo cercando di tenere in onda ‘HaAh HaGadol’. La decisione di far continuare lo spettacolo – ha spiegato all’Hollywood Reporter – è stata davvero molto dibattuta tra noi. Abbiamo un patto con i nostri telespettatori: non appena c’è uno sviluppo significativo, interrompiamo lo show e trasmettiamo subito le notizie”.