A distanza di anni dall’omicidio di Chiara Poggi, continuano ad emergere nuovi elementi e vecchie dichiarazioni che riportano l’attenzione sulle persone coinvolte nell’inchiesta. Ogni dettaglio del passato viene nuovamente analizzato alla luce dei più recenti sviluppi investigativi, con testimonianze e racconti che finiscono ancora una volta sotto i riflettori.
Tra i materiali tornati al centro del dibattito c’è una telefonata registrata diversi anni fa per un’inchiesta televisiva e riproposta successivamente in un altro programma. Al centro della conversazione ci sono i ricordi della madre di Andrea Sempio, che ripercorre ciò che accadde nei giorni immediatamente successivi al delitto e spiega perché decise di dare un preciso consiglio al figlio.

Garlasco, quel particolare nella telefonata tra Sempio e la mamma
La chiamata, realizzata il 25 agosto 2022 dal giornalista Alessandro De Giuseppe per Le Iene e successivamente trasmessa durante una puntata di Zona Bianca, vede protagonista Daniela Ferrari. Nel corso della conversazione, la donna racconta come affrontò con il figlio i momenti successivi all’assassinio di Chiara Poggi, soffermandosi in particolare sul tema dell’alibi e sul ritrovamento di un ticket del parcheggio.

Nel suo racconto, Ferrari spiega che la propria esperienza lavorativa le fece immaginare che gli investigatori avrebbero inevitabilmente ascoltato anche Andrea Sempio, amico del fratello della vittima. Per questo motivo gli rivolse alcune domande su come avesse trascorso quella mattina, cercando di capire se ci fossero elementi utili a ricostruire i suoi spostamenti.
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La donna racconta infatti: “Ho fatto l’errore più grande della mia vita. Negli anni ’86 e ’87 ho lavorato per due anni come vigilatrice penitenziaria nel carcere di massima sicurezza di Voghera, quando ancora la polizia penitenziaria femminile non esisteva. Avevo a che fare con le detenute tutti i giorni, un pochino conoscevo qualcosa e ho detto a mio figlio: ‘Andre, visto che hanno ucciso la sorella di un tuo amico, verranno i carabinieri a chiederti qualcosa, a interrogarti’. E lui mi disse: ‘Ma no’. Gli chiesi: ‘Dove sei stato? In un bar? Hai uno scontrino?’. Lui rispose: ‘No’. Mio marito poi ha trovato il giorno dopo il ticket di un parcheggio e io, cretina, gli ho detto: ‘Tienilo, non si sa mai'”.
Garlasco: "L'alibi dello scontrino non era credibile sin dall'inizio"
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Nel prosieguo della telefonata, Daniela Ferrari precisa anche che il figlio le aveva riferito di essere stato al bar proprio quella mattina. Secondo la sua ricostruzione, il ritrovamento del ticket del parcheggio avvenne soltanto il giorno successivo grazie al marito, circostanza che la convinse a suggerire di conservarlo.
La madre di Andrea Sempio spiega infatti che quella scelta nacque esclusivamente dalla convinzione che quel documento potesse rivelarsi utile qualora gli investigatori avessero deciso di effettuare accertamenti sugli spostamenti del figlio. Un particolare che, a distanza di molti anni dai fatti, è tornato a far discutere dopo la riproposizione della telefonata in televisione, riaccendendo il dibattito su uno dei casi di cronaca più seguiti degli ultimi decenni.


