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Garlasco, cosa rivela il pc di Alberto Stasi: il contenuto della cartella Militare

  • Italia

Per quasi vent’anni il delitto di Garlasco ha continuato a dividere opinione pubblica, investigatori e magistrati. Mentre la Procura di Pavia ha riaperto nuovi scenari concentrando l’attenzione su Andrea Sempio, la posizione di Alberto Stasi è profondamente cambiata: dopo aver trascorso dieci anni in carcere, l’ex studente della Bocconi ha ottenuto l’affidamento in prova ed è tornato in libertà, pur continuando a scontare la condanna definitiva.

La sua difesa guarda ora a un nuovo obiettivo, quello della revisione del processo che lo ha condannato per l’omicidio di Chiara Poggi, uccisa nella villetta di famiglia di Garlasco il 13 agosto 2007. Ma mentre le nuove indagini cercano di fare luce su altri possibili protagonisti della vicenda, resta un interrogativo che da anni alimenta dibattiti e ricostruzioni alternative: che cosa accadde davvero nelle ore precedenti al delitto?


Garlasco, cosa rivela il pc di Alberto Stasi

Tra i punti più discussi dell’intera inchiesta c’è quanto sarebbe successo nella serata del 12 agosto 2007, poche ore prima dell’omicidio. Secondo la ricostruzione sostenuta dall’accusa nel processo contro Stasi, proprio quella sera sarebbe maturata una violenta lite tra i due fidanzati, destinata a sfociare nell’aggressione della mattina successiva. Al centro della discussione ci sarebbe stato il contenuto del computer di Alberto, nel quale erano conservati migliaia di immagini e filmati a sfondo sessuale.

Secondo gli atti processuali, Alberto Stasi aveva lasciato il proprio computer nella casa di Chiara durante la serata del 12 agosto, tornando momentaneamente nella propria abitazione soltanto per controllare il cane mentre sulla zona si stava abbattendo un forte temporale. Proprio quella circostanza avrebbe consentito alla ragazza di utilizzare il pc senza la presenza del fidanzato.

Gli accertamenti informatici svolti all’epoca da Paolo Reale, cugino di Chiara Poggi e consulente della parte civile, indicarono che tra le 21.59 e le 22.12 del 12 agosto venne inserita una chiavetta Usb nel computer per trasferire alcune fotografie della vacanza londinese di Alberto. Durante quei minuti, sempre secondo la ricostruzione contenuta nelle carte processuali, Chiara avrebbe potuto accedere anche ad altre cartelle presenti sul dispositivo, tra cui quella denominata “Militare”.

È proprio il contenuto di quella cartella ad aver rappresentato uno degli elementi più discussi del processo. Nei documenti giudiziari viene descritto un archivio composto da materiale pornografico di varia natura, comprendente “rappresentazioni di donne incinte durante atti sessuali, orge o di rapporti indotti con la forza, anche di natura omosessuale, con protagonista un africano e foto erotiche di ragazzine” e di anziane. Come ha ricordato anche Il Riformista, “Sette video in totale. Nello stesso computer c’è anche la coppia coinvolta in pose intime in una stanza semibuia, ripresa da una telecamera fissa, mentre mette in scena giochi erotici in penombra, con la ragazza che appare imbarazzata nell’assecondare i desideri del fidanzato”.

Gli investigatori che sostennero la responsabilità di Stasi ritennero che proprio quella scoperta potesse aver provocato una reazione di forte turbamento da parte di Chiara Poggi. Nel computer erano infatti archiviate 7.064 immagini, suddivise in 22 sottocartelle, tra le quali figuravano anche 423 fotografie di aerei, oltre a numerosi file pornografici e ad alcuni video intimi realizzati dalla stessa coppia.

Secondo questa ipotesi investigativa, sarebbe stato proprio quel presunto confronto nato dopo la scoperta del materiale a rappresentare il movente del delitto. Una teoria che ha accompagnato tutto il processo e che continua a essere oggetto di confronto anche oggi, mentre la nuova inchiesta della Procura di Pavia segue piste differenti e punta ad accertare se l’omicidio di Chiara Poggi possa avere avuto un autore diverso. Proprio questo rende ancora più centrale uno dei misteri rimasti irrisolti del caso: capire cosa accadde realmente nella villetta di via Pascoli tra la sera del 12 agosto e la tragica mattina del giorno successivo.


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