Il delitto di Garlasco continua a far discutere a quasi vent’anni dall’omicidio di Chiara Poggi. Negli ultimi mesi sono emersi nuovi racconti e presunti testimoni che sostengono di ricordare particolari rimasti finora nell’ombra, alimentando un dibattito che accompagna la nuova fase delle indagini su Andrea Sempio.
Tra segnalazioni, ricostruzioni tardive e testimonianze riaffiorate a distanza di anni, gli investigatori hanno dovuto verificare numerosi elementi emersi nel corso del tempo. Molti di questi racconti sono stati sottoposti ad accertamenti per valutarne l’attendibilità e l’eventuale rilevanza nell’ambito dell’inchiesta.
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Garlasco, l’annuncio dell’avvocato di Stefania Cappa dopo gli ultimi fatti: “I carabinieri…”
Come riporta Fanpage, l’ultimo “super testimone” del caso si chiama Massimo Mattiuz. L’uomo si era presentato nei mesi scorsi ai carabinieri sostenendo di aver visto, la mattina del 13 agosto 2007, una ragazza bionda in bicicletta nei pressi della villetta dove venne uccisa Chiara Poggi. Ora nei suoi confronti è arrivata una querela presentata dalla difesa di Stefania Cappa.

Secondo quanto riferito, Mattiuz si era presentato il 27 maggio 2025 davanti ai carabinieri del Nucleo investigativo di Milano raccontando di aver riconosciuto nella ragazza vista quella mattina proprio Stefania Cappa. Le sue dichiarazioni sono poi state trasmesse in forma anonima durante una puntata del programma televisivo “Filorosso” su RaiTre.

A intervenire è stata l’avvocata Valeria Mettica, legale di Stefania Cappa, che a Fanpage ha dichiarato: “Il testimone di cui si è parlato lunedì sera a Filorosso è tutt’altro che ‘dimenticato’. La squadra omicidi di Moscova ha attentamente verificato il suo racconto e ha riscontrato che il Sig. Mattiuz è semplicemente un mitomane, speriamo l’ultimo cui sono consentiti i quindici minuti di popolarità di warholiana memoria in televisione. Parimenti warholiana sembra essere la suggestiva ripetizione seriale dell’artefatta immagine di Stefania Cappa in bicicletta, a beneficio del consumo di massa”.
La legale ha inoltre aggiunto: “I Carabinieri hanno scritto chiaramente nella annotazione di trasmissione delle SIT dello scorso aprile che il Sig. Mattiuz non risulta neppure essere a Garlasco la mattina del 13 agosto 2007. Stupisce che i giornalisti, che pure sostengono di aver ‘spulciato’ gli atti, non se ne siano accorti, così fungendo da cassa di risonanza per notizie false e diffamatorie”.
Nel verbale, Mattiuz aveva spiegato il motivo della sua presenza nel paese. “Ricordo che nell’agosto del 2007 avevamo una serata in programma al locale ‘Le Rotonde’ di Garlasco per il 15 agosto. Lavoravo nell’ambito degli eventi per discoteche. Io proprio per sistemare gli ultimi dettagli di quella serata, mi ero recato a Garlasco la mattina del 13 agosto perché avevo appuntamento alle 10 alle Rotonde con la proprietà. Quella mattina sono arrivato in anticipo (…) quindi mi sono fatto una passeggiata a piedi per il paese per prendermi il caffè e fumarmi una sigaretta”.
Nel racconto l’uomo ha poi descritto l’incontro che sostiene di aver avuto: “Durante la passeggiata ho percorso una strada che era caratterizzata da tante traverse con delle casette poste a sinistra rispetto al mio senso di marcia. Ad un certo punto da una di queste traverse è uscita una ragazza in bicicletta. Era vestita con una maglietta nera e un pantalone nero (…). Ci siamo guardati negli occhi e poi lei ha proseguito. Pedalava velocissima anche uscendo dalla traversa e girando a destra verso di me”.
Successivamente Mattiuz ha spiegato come sarebbe arrivato al riconoscimento della giovane: “Il 16 agosto mentre mi trovavo in hotel a Rimini con la tv mandarono in onda le immagini delle due gemelle Cappa e io dissi ai presenti ‘quella lì è quella che ho incontrato quel giorno a Garlasco in bicicletta’”. L’uomo ha quindi sostenuto di aver identificato in Stefania Cappa la ragazza vista quella mattina.
Si tratta dell’ennesimo racconto che chiama in causa le cugine della vittima. In passato erano emerse anche le dichiarazioni di Marco Demontis Muschitta, che aveva detto di aver visto Stefania Cappa in bicicletta salvo poi ritrattare affermando: “non sono sicuro di quello che ho detto chiedo scusa. Mi sono inventato tutto quello che ho detto”. Anche altre segnalazioni, come quelle riferite da Gianni Bruscagin sul presunto lancio di un oggetto nel torrente di Tromello, non hanno trovato conferme investigative.
Secondo un verbale dei carabinieri del 27 aprile 2026, le dichiarazioni di Mattiuz sarebbero risultate “non confermate”. Gli accertamenti sui tabulati telefonici avrebbero infatti escluso la sua presenza a Garlasco la mattina del 13 agosto 2007. Nonostante ciò, il testimone ha ribadito in televisione di “ricordare bene quello che ha visto” e di essere stato “anche minacciato per quello che ho detto e ho avuto paura”. Nel frattempo la famiglia Cappa, che sostiene da sempre che Stefania si trovasse a casa a studiare per un esame universitario, ha presentato una querela definendo le dichiarazioni di Mattiuz “prive di attendibilità intrinseca e di qualsivoglia riscontro oggettivo”. L’avvocata Mettica ha inoltre affermato: “Ogni anno che passa il signor Mattiuz aggiunge nuovi dettagli, come il colore della bicicletta e gli occhi spiritati. Appare assolutamente evidente il maldestro tentativo di avvalorare la testimonianza – falsa – del signor Mischitta”. Secondo quanto emerso finora, nessuno dei cosiddetti “super testimoni” comparsi negli ultimi mesi è stato ritenuto attendibile né risulta citato nel fascicolo dell’indagine condotta dalla Procura di Pavia su Andrea Sempio.


