“Ecco cosa sta per succedere”. Covid, l’allarme di Fabrizio Pregliasco: “Dobbiamo abituarci”

Siamo alle prese con una delle peggiori emergenze socio-economico-sanitarie degli ultimi decenni. Almeno su questo politici, esperti e cittadini sono, a grandi linee, d’accordo. Per il resto nessuno, almeno qui in Italia, sembra avere la soluzione a portata di mano. Ne sono un esempio le polemiche e i distinguo che la volontà di riaprire al più presto manifestata dal governo Draghi sta alimentando.

Se il Coronavirus continua a mietere vittime, 251 constatate domenica 18 aprile, è pur vero che la curva è in discesa e, come avvenuto anche l’anno scorso, anche i contagi dovrebbero diminuire nelle prossime settimane. Ma c’è chi, come il professor Fabrizio Pregliasco, virologo e docente dell’Università Statale di Milano, invita alla prudenza. E prevede quando potremo liberarci, sul serio, del Covid: “Tra qualche anno – le parole dell’esperto a Un giorno da pecora, su Rai Radio 1 – direi due anni da adesso”. (Continua a leggere dopo la foto)


Dopo aver riaperto praticamente tutto l’estate scorsa, il governo Conte si è trovato ad affrontare una seconda ondata. Ora siamo alla terza e, nonostante l’arrivo dei vaccini e il sacrificio degli italiani, la situazione, pur essendo diversa, non è migliorata come tutti speravano. “Dovremo adattare i vaccini alle varianti – ha spiegato Fabrizio Pregliasco – ci sarà una convivenza endemica, con un piccolo numero di casi”. (Continua a leggere dopo la foto)

Numerosi gli spunti rilasciati da Fabrizio Pregliasco nel corso dell’intervista a Un Giorno da Pecora. Nel 2023, secondo l’esperto “magari ci sarà ancora il Coronavirus, ma non sarà più protagonista”. L’anno prossimo invece, ovvero il 2022, sarà “qualcosa di intermedio ma con un grande miglioramento”. Sulle riaperture questo è il Pregliasco pensiero: “Spero che queste riaperture saranno irreversibili, ma ci sarà un prezzo da pagare di cui tenere conto, un rigurgito in salita nel numero dei casi. Il rischio zero non si può avere. Mi rendo conto che dopo un anno di chiusure non ce la si fa”. (Continua a leggere dopo la foto)

“Riaprire – ha aggiunto a Radio Rai 1 Fabrizio Pregliasco – è una scelta che farà pagare un prezzo, non stabilito però, e spero non alto. Dipende come attueremo i protocolli”. Infine Pregliasco ha detto cosa farebbe se i suoi vicini di casa organizzassero una festa: “Li denuncio subito, sicuramente. Tanto con tutte le minacce che ricevo”. Recentemente, infatti, fa sapere il virologo, ha ricevuto “una lettera dove c’era scritto che avevano pronta una pistola ed una bara per me”.

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