Prima il passaparola, poi le chat che impazziscono, infine quel gesto che sembra esagerato… finché non lo vedi con i tuoi occhi: carrelli che sbattono, confezioni d’acqua che spariscono dagli scaffali, sguardi che si incrociano come a dirsi “e se davvero restiamo a secco?”. E all’improvviso, anche riempire un bicchiere diventa un pensiero fisso.
Nelle ultime ore, in diverse zone d’Abruzzo, l’atmosfera nei supermercati è cambiata di colpo. Non la classica spesa del weekend: qui si corre dritti al reparto bevande, si fanno scorte e si controlla quanta acqua resta, come se fosse oro. E in tanti raccontano la stessa scena: scaffali alleggeriti e una tensione che cresce man mano che passa il tempo.
Il motivo della corsa è legato a un’interruzione dell’erogazione idrica programmata, un blocco che potrebbe durare almeno 48 ore. La prospettiva di due giorni senza acqua (tra cucina, igiene e bisogni quotidiani) è bastata a far scattare l’allarme, soprattutto tra famiglie con bambini e persone anziane.
In diversi punti vendita, proprio per evitare che qualcuno faccia incetta lasciando gli altri a mani vuote, è già arrivata una misura che la dice lunga sul clima: limite di tre confezioni d’acqua a cliente. Un “razionamento” che, però, non sempre basta a calmare la fretta di chi teme di restare senza.
Secondo quanto riportato, tutto nasce da un intervento importante sulla condotta adduttrice chiamata Giardino. Non una riparazione veloce, ma un collegamento delicato tra vecchia rete e una nuova infrastruttura in acciaio, pensata per rendere più stabile il sistema idrico.
I lavori partiranno lunedì alle 6 del mattino. In campo ci saranno undici squadre operative e circa cinquanta tecnici, impegnati in contemporanea su più punti. La parola d’ordine è ridurre i tempi, ma senza forzature: tra saldature e collaudi, la precisione è fondamentale.
Il disagio, però, non riguarda una singola città: parliamo di **ventidue comuni** distribuiti tra tre province abruzzesi. Il “peso” maggiore ricade nel Pescarese (sedici località), ma l’interruzione toccherà anche cinque comuni del Chietino e uno nel Teramano.
E c’è un dettaglio che preoccupa più di tutti: anche quando il cantiere sarà finito, il ripristino non sarà istantaneo. Serviranno ore per riportare la pressione a regime e soprattutto per verificare di nuovo la **potabilità dell’acqua**. Tradotto: si potrebbe andare avanti a singhiozzo fino a martedì, con un ritorno graduale alla normalità.
Di fronte a un blocco così esteso, diversi Comuni hanno deciso di muoversi con ordinanze. La misura più immediata riguarda le famiglie: **scuole chiuse** (di ogni ordine e grado, pubbliche e private) per lunedì e martedì. Per molti genitori è la conferma che non si tratta di un semplice “disservizio”.

Situazione ancora più complicata per gli **asili nido**, che resteranno sospesi per l’intera settimana, con riapertura prevista dopo le festività. Stop anche per università e vari luoghi di aggregazione come musei e impianti sportivi, per ridurre i rischi legati all’igiene.
È stata attivata una cabina di regia con Prefettura, Protezione Civile e Asl. Proprio l’azienda sanitaria ha invitato a organizzarsi in anticipo, con un’attenzione particolare per **neonati e persone fragili**, per cui l’acqua potabile è un bisogno non negoziabile.
Un passaggio viene sottolineato con forza: prima del via libera ufficiale, l’acqua che tornerà a scorrere potrebbe non essere subito idonea al consumo. Anche se appare limpida, serviranno controlli e test analitici per escludere problemi legati ai lavori sulla rete.
Quando manca l’acqua, tutto il resto si inceppa. Anche l’aeroporto d’Abruzzo resterà operativo per i voli, ma dovrà limitare l’uso dei servizi igienici interni: sono previsti **bagni chimici all’esterno** del terminal, con accesso garantito anche alle persone con disabilità.
Nel frattempo, il settore commerciale si prepara a fare i conti con un impatto pesante: il mercato ittico all’ingrosso non potrà assicurare i servizi abituali fino a fine settimana. E mentre la macchina organizzativa prova a reggere, tra la gente resta quella sensazione scomoda: scoprire quanto l’acqua, proprio perché “sempre lì”, sia la prima cosa che ci manca quando sparisce.


