Covid, il nuovo Dpcm spiegato in breve: cosa cambia dal 6 marzo al 6 aprile

Il presidente del consiglio Mario Draghi ha firmato martedì 2 marzo un nuovo Dpcm. La misura dovrebbe servire a limitare drasticamente la diffusione del contagio da coronavirus che, in alcune zone, è tornata a superare i livelli di guardia. Come riportato anche da Today a spiegare la ‘ratio’ di quest’ultimo provvedimento è stato Silvio Brusaferro, presidente dell’Istituto Superiori di Sanità.

“La variante inglese è prevalente ed ha una elevata capacità di diffusione tra le fasce di popolazione più giovane”. In particolare questo tipo di coronavirus si diffonde molto più velocemente rispetto alle altre, fino al 35 / 40% . “Nella prima metà di marzo – ha dichiarato Brusaferro – sarà la variante dominante”.

Non è meno pericolosa la variante brasiliana che, se al 18 febbraio era data intorno al 4,3% ora si sarebbe diffusa nelle regioni del Centro Italia, in particolare Umbria, Toscana, Marche e Lazio. Per non farci mancare nulla al nord, confine italo-austriaco, ecco spuntare pure la sudafricana. (Continua a leggere dopo la foto)


Dunque col nuovo dpcm firmato da Draghi ecco le misure che dovranno essere applicate dal 6 marzo al 6 aprile, in particolare fino al 27 marzo è stato confermato il divieto già in vigore di spostarsi tra regioni o province autonome diverse, con l’eccezione degli spostamenti dovuti a motivi di lavoro, salute o necessità. Per il resto, come si legge sul sito ufficiale del governo, anche nelle zone bianche restano “sospesi gli eventi che comportano assembramenti (fiere, congressi, discoteche e pubblico negli stadi)”. (Continua a leggere dopo la foto)

Per quanto riguarda le scuole nelle aree in zona rossa dal 6 marzo “si prevede la sospensione dell’attività in presenza delle scuole di ogni ordine e grado, comprese le scuole dell’infanzia ed elementari. Resta garantita la possibilità di svolgere attività in presenza per gli alunni con disabilità e con bisogni educativi speciali”.

Nelle zone arancioni e gialle, invece “I Presidenti delle regioni potranno disporre la sospensione dell’attività scolastica: nelle aree in cui abbiano adottato misure più stringenti per via della gravità delle varianti; nelle zone in cui vi siano più di 250 contagi ogni 100mila abitanti nell’arco di 7 giorni e nel caso di una eccezionale situazione di peggioramento del quadro epidemiologico. (Continua a leggere dopo la foto)

Niente da fare per palestre, piscine e impianti sciistici che restano ancora chiusi. Nelle zone gialle è prevista la possibilità per i musei di aprire nei giorni infrasettimanali, “garantendo un afflusso controllato. Dal 27 marzo, sempre nelle zone gialle, è prevista l’apertura anche il sabato e nei giorni festivi”.

Dal 27 marzo, nelle zone gialle, potranno riaprire teatri e cinema, con posti a sedere preassegnati, nel rispetto delle norme di distanziamento. La capienza non potrà superare il 25% di quella massima, fino a 400 spettatori all’aperto e 200 al chiuso per ogni sala. Infine in tutte le zone è stato eliminato il divieto di asporto dopo le ore 18 per gli esercizi di commercio al dettaglio di bevande da non consumarsi sul posto.

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