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“Dobbiamo dirvi di Antonia Ocone”. Strage in famiglia di Benevento, la notizia dall’ospedale

  • Italia

Dopo settimane di paura e angoscia, arriva finalmente una notizia che riaccende la speranza nel buio lasciato dalla strage familiare di Paupisi, piccolo centro della provincia di Benevento. È quella che riguarda Antonia Ocone, la ragazza di 16 anni che il padre, Salvatore Ocone, aveva colpito brutalmente nel corso della tragedia che il 30 settembre scorso ha distrutto la sua famiglia. La giovane, ricoverata in condizioni disperate dopo l’aggressione, si è svegliata dal coma e respira autonomamente. Un segnale che, per la comunità locale e per i medici che l’hanno seguita giorno e notte, vale più di qualsiasi parola.

Il 30 settembre, la furia omicida di Salvatore Ocone aveva sconvolto l’intera Italia: l’uomo, 58 anni, aveva ucciso la moglie Elisa Polcino, di 49, e il figlio Cosimo, appena 15 anni, colpendoli con una pietra nella loro abitazione di Paupisi. Poi, in preda a un delirio di violenza e disperazione, aveva aggredito anche la figlia Antonia, lasciandola in fin di vita. Successivamente, aveva caricato in auto i due figli – uno morto, l’altra agonizzante – e si era diretto in Molise, dove i carabinieri lo avevano infine rintracciato e fermato.

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Antonia Ocone, la notizia dall’ospedale

Da quel momento, Antonia ha lottato tra la vita e la morte nella clinica Neuromed di Pozzilli, in provincia di Isernia. Per settimane la prognosi è rimasta riservata, e solo il silenzio dei corridoi dell’ospedale faceva intuire la gravità delle sue condizioni. Fino a oggi, quando un bollettino medico ha finalmente restituito un raggio di luce. “La paziente è sveglia, a tratti anche collaborante cioè esegue incostantemente ordini semplici tipo ‘mostrare la lingua’”, si legge nella nota ufficiale diffusa dalla struttura sanitaria.

I medici, tuttavia, sottolineano che la ripresa sarà lunga e complessa. “La ragazza presenta un deficit motorio lato destro con interessamento sia dell’arto superiore che inferiore. Presenta inoltre un quadro di afasia atipica e modica disfagia”, hanno precisato i sanitari della Neuromed. Segni evidenti delle ferite fisiche e neurologiche riportate nell’aggressione, ma che non cancellano la speranza di un recupero, passo dopo passo, grazie alle cure e alla fisioterapia.

Nonostante le difficoltà, le condizioni di Antonia mostrano un miglioramento significativo. “È in respiro spontaneo tramite cannula tracheale e i parametri cardiocircolatori sono nella norma. È apiretica”, si legge ancora nel bollettino. Parole che indicano una stabilità clinica importante, tanto che la sedicenne ha potuto lasciare il reparto di Terapia Intensiva per essere trasferita in Neuroriabilitazione. Un passaggio cruciale, simbolo di un lento ma concreto ritorno alla vita.

A Paupisi, dove la famiglia Ocone era conosciuta da tutti, la notizia ha suscitato una emozione profonda. La comunità, ancora sconvolta per la tragedia che ha macchiato di sangue le colline del Sannio, ha accolto con commozione il miglioramento della ragazza. Nelle ultime ore, sui social e nelle parrocchie del paese, si sono moltiplicati i messaggi di affetto e di incoraggiamento. Molti parlano di un “miracolo”, altri semplicemente di una “forza inspiegabile”, quella di una sedicenne che, nonostante tutto, ha deciso di restare aggrappata alla vita.

Ora, mentre la giustizia prosegue il suo corso e Salvatore Ocone resta in carcere in attesa di processo, gli occhi di tutti sono su Antonia. La speranza è che la ragazza possa un giorno non solo riprendersi del tutto, ma anche trovare, nel lungo cammino della riabilitazione, la forza di affrontare il dolore che le è stato inflitto da chi avrebbe dovuto proteggerla.


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