Covid e sigarette elettroniche, la nuova scoperta degli esperti. Cosa succede a chi ‘svapa’

L’epidemia da Covid non arretra. Secondo l’ultimo rapporto dell’Istituto Superiore di Sanità la variante Omicron è ormai dominante. I risultati definitivi dell’indagine rapida condotta dall’ ISS insieme ai laboratori regionali e alla Fondazione Bruno Kessler non ammette dubbi. “In Italia il 3 gennaio scorso la variante Omicron del Covid era predominante, con una prevalenza stimata all’81%, con una variabilità regionale tra il 33% e il 100%. Mentre la Delta era al 19% del campione esaminato”.


Per l’indagine – spiega una nota Iss – è stato chiesto ai laboratori delle Regioni e Province autonome di selezionare dei sottocampioni di casi positivi e di sequenziare il genoma del virus. Il campione richiesto è stato scelto dalle Regioni e Province autonome in maniera casuale fra i campioni positivi al Covid garantendo una certa rappresentatività geografica. E se possibile, per fasce di età diverse. In totale, hanno partecipato all’indagine tutte le Regioni e Province autonome e complessivamente 120 laboratori regionali e il Laboratorio di Sanità militare e sono stati sequenziati 2.632 campioni.

 covid


Una guerra, quella al Covid, che passa studio e dalla sempre maggiore conoscenza del virus e dei suoi effetti. L’ultimo è quello Mayo Clinic, pubblicato sul Journal of Primary Care & Community Health dal quale è emerso come chi utilizzi sigarette elettroniche abbia più disturbi. Nel dettaglio, riscontra una maggiore frequenza di sintomi come mal di testa, dolori muscolari, dolore toracico, nausea e vomito, diarrea e perdita dell’olfatto o del gusto.


ambulanza


“Lo studio – afferma il primo autore, David McFadden – è stato progettato per confrontare la frequenza dei sintomi comuni di Covid-19 come perdita del gusto o dell’olfatto, mal di testa, dolori muscolari e costrizione toracica in coloro che utilizzavano la sigaretta elettronica e in chi invece non aveva questa abitudine”. Poi aggiunge.

mascherine


“Abbiamo intervistato più di 280 fumatori di e-cig positivi al Covid e li abbiamo confrontati con 1.445 persone della stessa età e sesso, che non ‘svapavanò. Tutti questi sintomi comuni di Covid sono stati segnalati più frequentemente nel primo gruppo. Un’ipotesi è che l’aumentata infiammazione del tessuto polmonare promossa dall’infezione da Covid e quella indotta dallo ‘svapò possano peggiorare la probabilità di infiammazione sistemica, con un aumento associato di sintomi come febbre, mialgie, affaticamento e mal di testa”.