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“I veri numeri del contagio in Italia”. Covid, Andrea Crisanti choc: i dati che spaventano il paese

  • Italia

I contagi da Covid 19 continuano ad aumentare in Italia. Nella giornata di lunedì 13 dicembre si contano 12.712 casi, ma aumentano i morti (98) e schizzano i ricoveri (+254 i pazienti nei reparti ordinari, +27 nelle terapie intensive). Sono i dati comunicati da ministero della Salute e Protezione civile. Il nuovo bollettino segnala una flessione della curva epidemica. Flessione prevista, dal momento che nel weekend si processano meno tamponi rispetto agli altri giorni della settimana.

La variante Omicron preoccupa intanto l’Italia: al momento sono 27 i casi. Si tratta del dato aggiornato rilasciato dall’Ecdc, il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, che – al 13 dicembre – conta 1.686 casi finora segnalati da 23 Paesi dell’area Unione europea/Spazio economico europeo. Nella giornata di ieri è stato individuato a Siena il primo caso di variante Omicron del virus Sars-CoV-2 in Toscana. Il sequenziamento è stato effettuato dall’Uoc Microbiologia e Virologia dell’Azienda ospedaliero-universitaria senese, diretta da Maria Grazia Cusi, su una turista proveniente dalla Gran Bretagna, in vacanza nel Senese.

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Sul numero dei contagi giornaliero si è espresso Andrea Crisanti, direttore del dipartimento di Microbiologia presso l’Università di Padova. Intervistato dal Fatto Quotidiano ha spiegato che i contagi reali sarebbero molto maggiori rispetto alle cifre ufficiali che vengono ogni giorno fornite. L’esperto ha affermato che la crescita dei tamponi (ne vengono fatti circa mezzo milione al giorno) non è indicativa quanto invece lo è il numero dei decessi, che in media avvengono a 15/20 giorni dall’infezione. Dato che si contano 80/100 decessi negli ultimi 4-5 giorni, secondo lui vuol dire che 15-20 giorni fa i contagi reali non erano 8/9 mila, ma almeno 35/40 mila.

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Secondo Crisanti, la mortalità del Covid è infatti circa il 2 per mille in una popolazione con il 70/80% di vaccinati, era l’1% o ed è scesa di quattro/cinque volte. Bisogna dunque dividere i decessi per due e moltiplicare per mille. “Da allora è probabile che i casi siano saliti, fino ai 50 o 70 mila casi che vediamo in altri paesi europei”, ha aggiunto. Il microbiolgo ha dichiarato che a contribuire alla sottostima dei contagi siano anche i tamponi rapidi, che hanno una sensibilità che a seconda dell’operatore e del test utilizzato va dal 50 al 70%.

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Andrea Crisanti ha anche parlato della proroga dello stato d’emergenza. “È chiaro che il prolungamento dello stato di emergenza deriva dal fatto che l’Italia ha mobilizzato tantissime risorse e personale grazie allo stato di emergenza. Se non venisse prorogato decine di migliaia di operatori sanitari si troverebbero senza lavoro”, ha detto a Otto e mezzo su La7. Secondo il microbiologo, senza questo personale aggiuntivo, mobilitato appositamente per l’emergenza, “non avremo persone che fanno vaccinazioni, chi fa i tamponi e tutto il personale aggiuntivo messo in campo per gestire l’emergenza”.


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