Da quasi due settimane il mistero che avvolge la scomparsa di due sorelle minorenni continua a tenere con il fiato sospeso l’intero Paese. Le ricerche, avviate immediatamente dopo l’allontanamento delle ragazze dalla casa-famiglia che le ospitava, non hanno ancora portato a una svolta decisiva, mentre investigatori, volontari e forze dell’ordine proseguono senza sosta le attività sul territorio.
Nel corso dei giorni sono emersi diversi elementi al vaglio degli inquirenti, dai bigliettini trovati nella struttura fino ad alcuni movimenti sospetti registrati nelle ore successive alla scomparsa. Ogni dettaglio viene analizzato con attenzione nella speranza di ricostruire il percorso delle due giovani e comprendere cosa possa essere accaduto nella notte in cui si sono perse le loro tracce.

Sorelle scomparse, cosa si vede nei video
Le protagoniste della vicenda sono Sarah e Alisya Di Giacinto, le due sorelle scomparse dalla casa-famiglia di Civitella Alfedena, in provincia dell’Aquila. Sul delicato caso è intervenuto il procuratore di Sulmona, Luciano D’Angelo, che in un’intervista rilasciata al Corriere della Sera ha fornito alcuni chiarimenti riguardo agli accertamenti effettuati sulle immagini registrate dalle telecamere di videosorveglianza della zona.
Il magistrato ha voluto fare chiarezza sulle notizie circolate negli ultimi giorni riguardo ai veicoli transitati durante la notte della scomparsa. “Per quanto riguarda le auto, vorrei precisare che quella notte, all’orario compatibile con la scomparsa, le telecamere ne inquadrano tre, non trecento come ho sentito dire. Ma purtroppo succede che, un po’ per la scarsa qualità delle immagini, un po’ per la spending review dell’illuminazione, un po’ perché non era una notte di luna piena, le targhe non sono visibili. Si distingue solo il tipo di macchina. Ma non essendo Ferrari o Bugatti la ricerca si complica”.

D’Angelo ha poi spiegato quanto sia complesso affrontare un’indagine che riguarda la sparizione di minori, sottolineando come gli investigatori siano tenuti a valutare ogni possibile scenario. “Quando sparisce un minore ci sono tante possibilità. Può essere inserito in un circuito di adozione illegale, in un circuito di prostituzione minorile, in un’attività di sequestro di persona, di traffico d’organi. Oppure sparisce perché c’è dietro una situazione di conflittualità fra i genitori, per cui uno se lo porta via. Sono tutte ipotesi che io devo prendere in considerazione”.
Tra le domande rivolte al procuratore vi è stata anche quella relativa alla possibilità che le due ragazze possano essersi allontanate autonomamente, senza l’aiuto di altre persone. A questo proposito la risposta del magistrato è stata estremamente sintetica ma significativa: “Anche”.

Nonostante il grande dispiegamento di uomini e mezzi e le numerose verifiche effettuate in questi giorni, al momento non è emerso alcun elemento in grado di condurre al ritrovamento delle due sorelle. Le attività investigative proseguono su più fronti, mentre gli inquirenti mantengono aperte tutte le piste ritenute compatibili con il quadro emerso finora.
Le parole più amare del procuratore arrivano però alla fine dell’intervista, quando traccia un bilancio provvisorio delle indagini. “Tutto quello che abbiamo fatto finora non ha portato al ritrovamento. Quando succederà mi auguro tanto di non dover fare una telefonata pietosa”, ha dichiarato D’Angelo, esprimendo tutta la preoccupazione che accompagna una vicenda ancora senza risposte e che continua ad alimentare speranze, timori e interrogativi.


