Il caso di Garlasco continua a scuotere l’opinione pubblica e, giorno dopo giorno, si arricchisce di nuovi dettagli destinati ad alimentare tensioni, dubbi e polemiche. Le ultime rivelazioni emerse attorno alle intercettazioni ambientali che riguardano Andrea Sempio hanno infatti riportato il delitto di Chiara Poggi al centro del dibattito mediatico, con una pressione sempre più forte non soltanto sugli indagati e sui protagonisti dell’inchiesta, ma anche sulla famiglia della vittima.
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Nelle ultime ore a prendere posizione sono stati gli avvocati coinvolti nella vicenda, mentre i riflettori si sono spostati soprattutto sul ruolo di Marco Poggi, fratello di Chiara, più volte citato all’interno della nuova fase investigativa aperta dalla Procura di Pavia. Una circostanza che ha provocato irritazione e amarezza nella famiglia Poggi, ormai stremata da quasi vent’anni di esposizione mediatica e processuale.

Garlasco, parlano i genitori di Chiara Poggi
Raggiunti dai giornalisti del TG1, i genitori di Chiara Poggi hanno reagito con evidente fastidio alle domande sul coinvolgimento mediatico del figlio Marco nelle nuove indagini. Quando il cronista ha fatto notare come il nome del fratello della vittima venga oggi spesso menzionato nel nuovo filone investigativo, i Poggi hanno replicato in maniera secca e stizzita: “Ora tirano in ballo anche il fratello”. Una risposta che fotografa perfettamente il clima di esasperazione vissuto dalla famiglia.

Non meno dura la replica alla domanda sul perché Marco Poggi non abbia deciso di parlare pubblicamente. Anche in questo caso i genitori di Chiara hanno tagliato corto: “Che cosa dovrebbe rispondere?”. Una frase che lascia emergere tutta la volontà della famiglia di difendersi da quello che considera un continuo trascinamento mediatico, mentre il caso torna ciclicamente a occupare trasmissioni televisive, giornali e talk show. Una frase che risponde alla domanda: “Cosa c’entra Marco Poggi con l’omicidio della sorella? Meno di niente”.

#garlasco Giuseppe Poggy furibondo appena si nomina l’innominabile pic.twitter.com/suJ5uAwHHF
— Tranzollo🐸 (@tranzollooo) May 7, 2026
A intervenire pubblicamente è stato anche l’avvocato Francesco Compagna, legale di Marco Poggi, che in un video diffuso alla stampa ha criticato duramente il modo in cui stanno emergendo alcune informazioni investigative. “Per chi conosce bene questa vicenda processuale non è certo con delle suggestioni mediatiche che si può modificare la realtà dei fatti”, ha dichiarato il legale, riferendosi in particolare alla diffusione della trascrizione di una recente intercettazione ambientale.
Compagna ha poi ricordato quanto accaduto in passato, facendo riferimento al clamore nato attorno a una presunta impronta rossa attribuita ad Andrea Sempio. “Si è scoperto dopo pochi giorni che non era un’impronta insanguinata e che quell’impronta non era nemmeno attribuibile a Andrea Sempio”. L’avvocato ha inoltre definito le nuove registrazioni diffuse come semplici “soliloqui mentre sente delle trasmissioni o dei podcast”, aggiungendo: “Sinceramente tutto mi pare tranne che un dato confessorio”.
Nel suo intervento il legale ha usato parole molto forti anche sul piano umano, sostenendo che Andrea Sempio sarebbe sottoposto a una pressione continua. “Parliamo di un ragazzo che viene braccato e intercettato come Jim Carrey nel famoso The Truman Show”. Secondo Compagna, non esisterebbero elementi concreti tali da collegare realmente Sempio all’omicidio di Chiara Poggi. Parallelamente, il difensore ha ribadito con fermezza che gli elementi raccolti negli anni avrebbero già consolidato la responsabilità di Alberto Stasi.
“Sono troppi gli elementi che erano già stati raccolti e che hanno portato alla condanna di Alberto Stasi perché qualcuno possa immaginare di riscrivere la storia del nulla”, ha affermato l’avvocato, elencando poi una serie di aspetti che, secondo la difesa della famiglia Poggi, sarebbero stati già chiariti nel corso dell’inchiesta e del processo: “Parliamo del falso ritrovamento del corpo di Chiara sotto le scale, dell’occultamento della bicicletta nera da donna che era stata vista da ben due testimoni quella mattina, dello spostamento dei pedali con il Dna su un’altra bici, le Frau 42, le impronte sul dispenser del lavandino”.
Anche il fronte difensivo di Andrea Sempio ha però deciso di reagire. L’avvocato Liborio Cataliotti ha spiegato che il suo assistito avrebbe fornito “una spiegazione molto convincente” rispetto alla captazione ambientale resa nota dal TG1. Il legale ha precisato che la difesa starebbe raccogliendo tutti i riscontri documentali necessari prima di rendere pubblica la versione completa di Sempio. Intanto il pool difensivo, insieme all’avvocata Angela Taccia e ai consulenti nominati, si è già riunito per analizzare il materiale investigativo depositato dalla Procura di Pavia e preparare la strategia con cui affrontare questa nuova e delicatissima fase dell’inchiesta sul delitto di Chiara Poggi.


